Il viaggio è un’idea.  L’idea si costruisce davanti ad una cartina geografica.

Non possiamo non ricordare il caldo.

Bodø (67°16’28” N)

Giugno duemilatredici, le 5 del mattino e un sole alto come il mezzogiorno italiano.
Un caldo innaturale, 25 gradi, e noi strati di lana come nemmeno mamma e papà ci avrebbero raccomandato.
Al gate chiamano un unico cognome… il nostro, pista piccola, un unico turboelica e i piloti e gli assistenti solo x noi
Il pilota ci parla del tempo… cosi raro al circolo polare artico.
Qui si viaggia solo in turboelica e fa più fermate di un bus di città, 10 minuti di volo e 10 minuti di sosta per caricare la posta…
Tutti ci dicono che siamo fortunati… il tempo è strano…25 gradi al posto degli usuali 6…e noi che siamo partiti dall’Italia con 15 gradi al posto dei 25.

Ramberg (68°05’20” N)

Prima spiaggia, sabbia bianca, acqua azzurra… Maldive o circolo polare artico? Ce lo ricorda l’acqua, che taglia la pelle…impossibile tuffarsi, solo loro possono farlo…e noi li osserviamo.

norway1

Queste sono le nostre Lofoten.

Il primo impatto con la Norvegia è stato questo.
Dopo un’interminabile susseguirsi di auto, treni, aerei, aeroporti e ancora auto, diventiamo padroni del nostro viaggio. Ne prendiamo possesso.

Prendere possesso del nostro viaggio vuol dire anche appoggiare le nostre borse, le nostre valige nella nostra nuova casa.

Una Rorbuer, la Casa dei pescatori.
Vederla su delle foto è una cosa. Vivere, cucinare, dormire, osservare la Norvegia su una Rorbuer…è tutt’altra cosa.

Dentro tutto rigorosamente legno, abete, chiaro, accogliente, ma allo stesso tempo Scandinavo.

Fuori Rosso. Tetto spiovente, patio, dettagli bianchi, azzurri e il mare.

norway13

Il mare è il denominatore comune che ci ha portato fino a qui…e che ci ha spinto fino all’estremo.

Abbiamo sin da subito iniziato a macinare fotografie.

NON puoi NON fotografare quello che vedono i tuoi occhi. Scorci di mondo distanti anni luce da quello che siamo abituati a fotografare.

Uno neofita della foto, ha un approccio aggressivo verso il panorama, mentre l’altra da buona estroversa e creativa del duo, va alla ricerca maniacale del dettaglio, quel dettaglio che vale un intero viaggio.

Osserviamo le strade nere tagliare valli, arrampicarsi su montagne, lambire la costa, o volare sopra l’oceano artico su ponti che solo i norvegesi, fieri, potevano progettare e costruire come un tutt’uno con l’ambiente, quasi come se realizzarli fosse stato necessario.

norway5

Nusfjord, Reine, Sorvagen. Piccoli villaggi di pescatori. Grandi luoghi di viaggio.

Abbiamo raggiunto a piedi il punto più estremo di Moskenesoya, l’ultima grande isola dell’arcipelago, oltre l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese, Å.
Arriviamo allo stretto di moskenesstraumen, ci dicono che sono nel “club delle acque più pericolose del mondo”… uno spettacolo di sole montagne e mare fino a perdivista…null’altro.

Ci siamo seduti e ci siamo sforzati ad ascoltare e ad osservare il luogo in cui ci trovavamo.

Il mare, il sole, il vento, l’orizzonte, le vette, la natura. Lofoten.

Qui è uno scontro tra sole e nebbia. Quando la nebbia scende, s’impossessa di tutto. Cosi potente da oscurare il sole, da bagnarci tutti, da mangiarsi il paesaggio e le cime delle montagne.

norway3

norway4

Il sole è una costante.
Fortunatamente per noi, durante tutto il periodo lofotiano, ha baciato sempre le nostre fronti, sia di giorno, che di notte.

Rimanere minuti e minuti a guardare come l’universo si diverta a mischiare le nostre certezze.

Se non l’avessimo visto di persona, non ci avremmo creduto che il sole non può tramontare. Eppure è così. In Norvegia il sole non tramonta mai.

Il sole non va mai a dormire… arrossisce solo un po’ di più. Ma basta poco perché risalga imperterrito con una luce accecante.
Questo fenomeno va visto e vissuto nella Costa Ovest. Le guide vi consiglieranno di pernottare in quei paradisiaci luoghi da cartolina, incastonati lungo qualche fiordo della costa est, ma è ad ovest che potete vivere il sole di mezzanotte. Bere del caffè sul patio della tua Rorbuer a mezzanotte, alle una, alle due, alle tre… ed osservare il sole…vale il viaggio. Ramberg è perfetta.

norway2

Costeggiamo il mar artico attraverso vie solitarie e infinite. La secca fa spuntare ovunque alghe simili a capperi e diversifica il verde delle montagne con un verde marcio. L’odore acre degli stokkfisk appesi a seccare, è nell’aria.

norway7

norway9

Capitolo stokkfisk (merluzzo).

Ai lati delle strade, in fondo ai moli, arroccati sul pendio della montagna, ovunque vi troviate, ad ogni kilometro, ci si imbatte in questi mostri sacri, quasi delle cattedrali, costruite con legno e merluzzo. Tutti senza testa, tutti con la pancia aperta verso nord. È il vento che favorisce il naturale processo di essiccazione. È il vento che permette lo stoccafisso all’anconetana.

norway6

norway10

Saliamo su un bus diretto a Svolvær (68°14’01” N), con noi il barbone che abbiamo incontrato appena arrivati 4 giorni fa…a cui alle 5 di mattino abbiamo rubato la panchina nel parco dove abbiamo “aspettato” 5 ore che aprisse qualsiasi cosa…

Leggermente troppo turistica. Leggermente troppi souvenir. Per noi è stata la tappa obbligata per salire a bordo del postale Hurtigruten.

Credevamo di navigare su un pezzo di storia della cultura Norge, ma il presente “ammazza” la storia.

Ciurme di anziani. Solo 2 under30. Noi. Osservare la costa ed il sole di notte ci hanno fatto dimenticare tutto quel senior crew.

Tromsø (69°38’09” N) l’unica città al di sopra dell’AC (Artic Circle), città ridente che ha la particolarità di detenere in casa il Birrificio più a nord del nord (Mack). Ottimo.

Dopo 19h per circumnavigare mezzo polo artico, dopo aver adagiato le nostre teste nella città del Nord, dopo aver volato per altre 4h, ci siamo.

(Wideroe’s Flyveselskap AS dovrebbe regalarci almeno una renna di peluche a testa per aver sorretto il loro PIL 2013).

norway11

norway12

Honningsvag (70°58’09” N).

“Campo Base” per il fake NordKapp (71°10’03” N)

Parliamo con un Sami, ci porterà a caccia di granchi reali.

Sollevare a mani nude quei bestioni rossi ci fa sentire grandi pescatori.

Volare sul pelo dell’acqua, procacciarsi il cibo, cucinare sul molo, mangiare in una tenda Sami, socializzare con l’uomo norvegese.
Potrebbe sembrare un processo del tutto turistico e privo di ogni sensazione volutamente chiamata viaggio, ma è lo spirito con cui si fa una determinata esperienza che la contrassegna come momento del viaggio o semplice attrazione turistica. Kings Crab Safari.

Intorno a noi renne libere…

norway14

NON amiamo la montagna, nel senso di montagna, NON amiamo fare le cose montane, NON amiamo le camminate montane.

Abbiamo amato Knivskjellodden.
Il nome è impronunciabile, ma il suo significato intrinseco è facilmente comprensibile. 71°11’08” N.

Sì, questo è l’originale NordKapp del continente europeo, dove né auto, né autobus, né camper, né turisti possono raggiungere.

Dove non ci sono cartoline, souvenir, palle da golf giganti, bar, dazi.

Bisogna camminare. Camminare molto. In tutto 18km. Noi ce l’abbiamo fatta in 9h. 2km/h non è una gran velocità.

Lo zaino è leggero, pane e cioccolata, snack di renna e una sola bottiglietta di acqua, quella non mancherà lungo il percorso…la neve si sta sciogliendo.

I primi metri sembrano quasi rassicurarci, una pianura segnata da massi e gobbe.

Nessun sentiero, nessun percorso, ci direzionano solo cumuli di rocce  e le orme di chi è passato prima di noi. Le nostre impronte indicheranno la strada ai nostri successori.

Mentre proseguiamo, il paesaggio cambia, si trasforma in vastissime e innumerevoli colline. In cima ad ogni collina…eccone spuntare fuori un altra.

Arrivano poi i ghiacciai, pezzi enormi di terra coperti di ghiaccio e neve susseguiti da pezzi di terra e basta. Lo scioglimento genera fiumiciattoli, l’acqua è buona, fresca, ma attraversarli richiede impegno a non scivolare sulle rocce fangose. Un secondo di riposo li vicino e le zanzare hanno punto ogni parte del corpo coperto dai vestiti.

I ghiacciai finiscono e arriva la discesa di una montagna attraverso uno strettissimo sentiero, dove malapena ci entra il piede.

Cambia di nuovo il paesaggio e dopo una brevissima pianura brucata dalle renne, percorriamo una scogliera a strapiombo sul mare. Le rocce lisce nascondono mandibole di qualche predatore.

E poi eccolo, il piccolo obelisco di Knivskjelodden. Di fronte a noi il mare e in lontananza il capo nord turistico.

Piccoli fiori bianchi simile al cotone, formano chiazze su un paesaggio surreale.

norway17

norway15

Conclusione. La Norvegia è un viaggio.

norway18

norway19

norway20

Note. Il sito ufficiale del turismo in Norvegia è completo, efficace ed in italiano (VisitNorway). I voli per la Norvegia non costano molto (Norwegian / SAS). I voli interni sono molto economici (Wideroe). Bisogna noleggiare un’auto altrimenti rimanete a casa (Avis). Pernottate nelle Rorbuer (Ramberg-Gjestegard – North Cape Cabins). Il King Crab Safari va fatto con Geir (Destinasjon 71° Nord). Non vale la pena fare la crociera con il postale dell’Hurtigruten, usatelo solo per gli spostamenti, a volte potrebbe risultare più economico del volo. Il NordKapp turistico guardatelo dal punto di osservazione migliore (descritto sopra). Equipaggiamento a cipolla. Scarpe comode, non vuol dire costose.

Fé & Rebi – [la parte scritta da Fè (testo normale) e la parte scritta da Rebi (testo in corsivo)].

Federico, quasi 31 anni, autoproclamatosi creativo di viaggio. Prima con roulotte e i genitori a carico, adesso con moglie e “zainetto” in spalla. Geometra da sempre. Vegetariano da poco. Podista amatoriale per sfogo. “Bug Out Bag” fanatico.

Rebecca 31 anni e una grande passione x la west coast. Seguirebbe il suo coinquilino in capo al mondo…e infatti lo ha fatto. Da piccola voleva fare la biologa marina e l’archeologa, ha spedito il suo cv ad un’agenzia investigativa…ma poi ha continuato a fare la graphic designer.

  • Fé&Rebi

    siamo proprio caduti su una buccia di “merluzzo”… 😉

  • molto bello, che nostalgia delle Lofoten, luogo in cui sono stato abbastanza fortunato da poter andare ben due volte (ed entrambe via terra e mare dall’Italia). Unico microappunto, rorbuer è un plurale, userei rorbu al singolare!

  • Federica

    Posti surreali, assolutamente da vedere.. bell’articolo!!

  • domingo

    articolo molto molto bello! grandi!