Schignano è un paese di poco meno di mille abitanti situato nella Valle d’Intelvi, in provincia di Como, tra i monti e il lago.

Ogni anno è teatro, già dalla fine del ‘700, di un carnevale tanto intimo, quanto unico e sentito. Una tradizione che nel passato sanciva per gli emigrati l’avvicinarsi del ritorno alle terre del lavoro nelle nazioni europee limitrofe e che con il passare del tempo, tramandandosi di padre in figlio, ha saputo mantenere vivo il proprio spirito. L’iconografia nasce dalla dualità, più complementare che rivale, dei Bèi e i Brùt, sviluppandosi poi attraverso numerosi e particolari personaggi (il mascarun, la ciocia, il carlisep, i sapor, etc.), ognuno con la propria maschera e il proprio travestimento, il proprio compito e significato. Un’opera teatrale da vivere con tutti e cinque i sensi, sarà quella in cui vi troverete in mezzo durante questo carnevale.

Con lo sciogliersi delle nevi e fino all’estate Schignano diventa anche un ottimo punto di partenza per numerose escursioni montane come ad esempio la camminata passante per l’Alpe Comana e l’Alpe Carola, la rinomata Via dei Monti Lariani (Rifugio Binate – Rifugio Murelli – Rifugio Bugone – Monte Bisbino) o la più impegnativa salita del Monte Generoso con arrivo al Rifugio Cristé.

Mattia Vacca è un fotogiornalista comasco, collaboratore del Corriere della Sera e di altre testate, nonché vincitore in carriera di numerosi premi e menzioni per i suoi reportage (tra i più importanti al Royal Photographic Society Awards nel 2013 e ai Sony World Photography Awards nel 2012). Per tre anni Mattia ha seguito dall’interno, e non per modo di dire, il carnevale di Schignano, conquistando la fiducia degli schignanesi e riuscendo così a darne una visione a tutto tondo, partendo dall’intaglio delle tipiche maschere di legno di noce, passando attraverso la vestizione durante la Vegeta e arrivando alla vera e propria rappresentazione che si snoda lungo tutte le vie del paese nei giorni cruciali.

Quest’esperienza diventerà un libro “A winter’s tale” (curato dalla photoeditor Emanuela Mirabelli), ora al centro di un progetto di crowfounding su Kiss Kiss Bank Bank. Abbiamo incontrato Mattia e fatto quattro chiacchiere con lui.

NBM: Perché proprio Schignano? Come ci sei arrivato?

MV: Otto anni fa, all’inizio della mia carriera, fui mandato dal Corriere di Como a Schignano. Volevano valutare se fossi in grado di coprire la cronaca per un quotidiano, la mia prima prova in un giornale. Fu estremamente straniante e non capii esattamente cosa mi succedeva intorno, una baraonda spaventosa. Ne rimasi affascinato, ripromettendomi di tornarci con più calma. Molti anni dopo stavo cercando un’ idea per un progetto long term in Italia che fosse in linea con una ricerca personale iniziata con “S’Ardia”, lavoro fatto in Sardegna, un’Italia arcaica che in alcuni luoghi resiste nonostante tutto. Ho approfondito il carnevale e le sue simbologie e ho scoperto un mondo di tradizioni e una realtà che sembrava davvero impenetrabile. Sono partito a fine 2011 e ho avuto fortuna perché ho contattato subito la persona giusta, il mascheraio più rispettato in paese che mi ha introdotto agli altri. Ho iniziato a scattare a gennaio 2012, entrando piano piano nella comunità, conquistandomi la loro fiducia.

NBM: Raccontaci un aneddoto particolare accaduto durante questi tre anni di preparazione?

MV: Una domanda molto difficile, se non impossibile, ogni cosa è particolare. Uno dei momenti più intensi è stata la mattina del martedì grasso dello scorso anno, mezzo metro di neve e solo il suono delle campane sono state una dimensione unica, quasi onirica. Oppure quando siamo andati nelle vecchie cascine, fienili e rifugi per un carnevale molto più privato e vicino a com’era nell’antichità. Ce ne sarebbero mille di aneddoti esilaranti, perché in fondo è carnevale, e maschera o non maschera, ognuno si sente libero di sfogarsi senza alcuna vergogna o pregiudizio.

NBM: Un consiglio a chi volesse cercare di vivere nel modo più autentico e caloroso questo carnevale?

MV: Non risparmiarsi, lasciarsi trascinare, stare al gioco e sopportare qualsiasi scherzo col sorriso sul volto. Se si viene investiti, tenere presente che l’irruenza dei personaggi è spesso dovuta al fatto che le maschere permettono un campo visivo estremamente limitato e con i pesanti costumi ci si muove a fatica… ma il vero consiglio molto probabilmente è di portarsi un guidatore astemio per il ritorno!

NBM: Quali le differenze tra un progetto locale e a lungo termine come quello su Schignano e altri più brevi in paesi lontani sui quali hai lavorato in passato?

Tutti i miei lavori precedenti in Italia o all’estero sono stati realizzati in tempi decisamente più brevi. Questo progetto nasce con il preciso intento di confrontarmi con un long term project nella tradizione del fotogiornalismo documentaristico. Cercavo un lavoro intimo che solo questo tipo di approccio lento può offrire.  Ho affrontato la nota chiusura della comunità schignanese come una sfida personale e una volta entrato ho subito iniziato a vivere tutto sulla mia pelle. Ovviamente con alcuni ragazzi di Schignano si sono creati legami di profonda amicizia e addirittura quest’anno sono stato invitato a partecipare al carnevale mascherato da Brùt, è l’onore più grande.

(Se siete interessati al progetto di Mattia, è possibile finanziarlo sul sito Kiss Kiss Bank Bank)

_

Simone Ciclitira: triestino di nascita e comasco d’adozione, viaggiatore tutte le volte che può e lavoratore perché deve, appassionato di qualsiasi forma artistica esistente e curatore del sitowww.subliminalpop.com.

Tutte le foto sono state scattate da Mattia Vacca.