Libreria del Viaggiatore - Roma

Ho avuto la fortuna di parlarci più volte, con Bruno, il fondatore della Libreria del Viaggiatore di Roma. Ogni volta che passavo nei pressi di Campo de’ Fiori mi era impossibile resistere alla tentazione di cambiare tragitto. Come attratto dal richiamo della foresta, allungavo in Via del Pellegrino 78. Più di una volta ci ho portato i miei amici più cari, per condividere con loro la magia di una libreria di altri tempi, unica nel suo genere. Entrarci era come iniziare un viaggio, ogni volta uno nuovo.

Bruno ti accoglieva nel suo rifugio accennando un sorriso pacato e ti lasciava immergerti tra i libri sistemati in ordine geografico sugli scaffali in legno o nelle vecchie valigie usate come espositori. L’atmosfera era sospesa, come invasa di saudade. Non avrebbe mai iniziato lui a parlare. Solo a un cenno dell’ospite avrebbe attinto alla sua cultura sconfinata per consigliare il titolo più adatto. Non era difficile ottenere un articolo fuori catalogo, che avrebbe stupito anche il viaggiatore più navigato.

Ricordo con lucidità quando mi consigliò un libro sulle Isole Dahlak, un arcipelago del Mar Rosso dimenticato da dio. Ricordava persino che tra quelle pagine ce ne erano alcune di Folco Quilici, di quando aveva vent’anni. Bruno conosceva tutti i luoghi del mondo e i libri a questi legati; se da un lato tradiva un pizzico di delusione per il cliente che entrava cercando una guida Lonely Planet, dall’altro si divertiva rispondendo alle domande più originali. Credo le prendesse come sfide, simili a quelle del viaggiatore che aggiunge una tappa inattesa al proprio itinerario.

Un giorno allungai la conversazione e gli feci alcune domande personali. Tra le altre, gli chiesi quale fosse il suo libro di viaggio preferito. Esitò un minuto. Poi mi confessò, quasi commosso: “Il mio libro di viaggi preferito è Viaggio al termine della notte, di Louis-Ferdinand Céline”. Poi aggiunse: “Ma non è un libro che consiglio, penso di averlo consigliato in vent’anni solo a due persone, dopo aver appurato che era ciò che cercavano”.

Un’altra volta, la conversazione ci portò in quello che è il caveau della Libreria del Viaggiatore: il retrobottega. Lì Bruno custodiva tesori incredibili: c’erano mappe fuori catalogo, planisferi murali, mappamondi, libri dimenticati persino dagli autori che li hanno scritti, oggetti e gadget di altri tempi. Tutti accatastati sotto la polvere del tempo e visibili alla luce fioca di una lampadina.

Non sapevo del suo male. Dovevo intervistarlo per NoBordersMagazine, aveva persino accettato, ma non ho fatto in tempo. Ora Bruno è in viaggio. Ci piace immaginarlo in cammino, a spasso nei cieli. Con il suo atlante preferito nello zaino e in tasca il biglietto da visita della sua libreria.

Jacopo Ottaviani

La Libreria del Viaggiatore esiste dal settembre 1991, tra le prime librerie italiane a specializzarsi sulle tematiche del viaggio, è stata ideata dai fratelli Marco e Bruno Boschin. Si trova in Via del Pellegrino 78, vicino Campo de’ Fiori, a Roma. Come si legge sul gruppo della libreria, per tutti coloro che vogliono salutarlo, Bruno passerà per l’ultima volta davanti alla sua amata libreria, domani tra le 12 e le 12.30, per poi proseguire con familiari e amici più stretti verso il cimitero Verano.