La storia di Chris è stata come un fiume carsico, una pulsione vitale che si è infiltrata sotto la superficie di progetti musicali che inizialmente ci hanno distratto o comunque allontanato dalla sua realizzazione.
Spesso capitava di parlarne, davanti a un bicchiere di vino, seduti a un tavolo, ma la cosa rimaneva come una specie di segreto confidato a mezza voce. Un desiderio, apparentemente, sospeso.
In verità, più che sospeso, sotterraneo: il fiume carsico ha continuato a scavare in noi, per molto tempo.

Dopo la visione del film di Sean Penn non fu facile prendere sonno.
Ci si può approcciare alla visione della pellicola con una curiosità assolutamente ingenua: un ottimo regista, attori impeccabili, una colonna sonora capace di dare vita a un film nel film.
Tutto sembra affinarsi in un meccanismo perfettamente oliato e votato al grande successo.
Ma c’è qualcosa che incrina la patina hollywoodiana. Un colpo da maestro, un neo che spunta proprio sul finale.
Una crepa, appunto, capace di scardinare retroattivamente la costruzione del classico prodotto di consumo uscito dagli Studios Californiani.
La foto di Chris, del Christopher McCandless “vero”, seduto, baciato dal sole, appoggiato alle lamiere del Magic Bus.
Sorridente.
Ecco la crepa, che fa della fine un nuovo inizio.

Sull’ultimo fotogramma, tutta la storia sembra crollarti addosso.
Impossibile uscire dalla sala a cuor leggero.
Impossibile riconquistare l’aria delle strade di città senza riavvolgere nell’angolo più emozionale dell’anima il nastro della storia di Alexander Supertramp.

Da quel momento non restò che una sola scelta, per noi: saperne di più.
E allora via a testa bassa: prima il libro di Krakauer, poi i Diari di Tolstoj, passando per Walden di Thoreau.
E infine il cd della colonna sonora.

Il fiume carsico, trafilato da quella crepa, oltre che scavare, si stava ingigantendo, e ormai era divenuto incontenibile.
Scoprimmo che parlarne solamente, non poteva più essere sufficiente, anche se in ballo c’era la scusa di un ottima bottiglia di Valpolicella.
Tutto era pronto: dovevamo solo aspettare l’occasione buona.
Aspettavamo la crepa giusta per fare uscire il fiume che avevamo accudito e accresciuto in noi.
Non ci volle molto.

Le cose, a volte, accadono perché sembra proprio che non potrebbe essere altrimenti.
Così arrivò l’occasione: ci proposero una serata in un locale.
Come diceva Christopher, “se vuoi una cosa nella vita, allunga la mano e prendila”.
Allungammo le nostre mani, e in un solo pomeriggio di prove, partendo dalle canzoni di Eddie Vedder, abbiamo costruito il nostro viaggio nelle Terre Estreme.

Da allora ci siamo messi alla guida del Magic Bus, per raccontare, a modo nostro, una delle storie più emozionanti che ci sia mai capitato di vivere.

Alessandro & Paolo

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The Magic Bus è un viaggio musicale ideato da Alessandro Casappa e Paolo Codognola, per informazioni e per contattarli potete inviare una mail a magicbusprod AT gmail DOT com o visitare la loro pagina facebook.