Esiste il compagno di viaggio perfetto? Come lo si riconosce tra le fila di possibili compagni di viaggio che riempiono la nostra testa quando decidiamo di partire, sì, ma non da soli?
La cattiva notizia è che il compagno di viaggio perfetto non esiste (e invece esiste, si chiama Kim, è la mia coinquilina, e non ve la presto per niente al mondo).
La buona notizia è che con qualche accorgimento e un pizzico di attenzione (quasi) tutti i compagni di viaggio possono diventare perfetti – noi compresi. Ecco quindi una serie di consigli nati ripensando a tutti i viaggi della mia vita, ai compagni che ho avuto, alle cose andate bene, a quelle andate male, ai momenti in cui avrei voluto scappare a casa e a quelli in cui all’idea di tornare indietro avrei preferito molto di più quella di andare avanti.

  1. CONOSCI TE STESSO: una volta deciso che non avete voglia/non ve la sentite di partire da soli, prendetevi qualche giorno per pensare a che compagni di viaggio siete voi. Io ho imparato che funziono bene con persone che conosco relativamente poco, mentre sono un disastro quando devo condividere giorni e settimane con i miei più cari amici. Non mi piacciono persone senza spirito d’iniziativa, che rispondono “per me è indifferente” a qualsiasi domanda legata al viaggio, e non sono un animale notturno. E voi? Prima di chiedere a qualcuno di partire con voi, cercate di osservarvi dall’esterno, per capire che compagni di viaggio sareste. E sarete.
  2. CONOSCI GLI ALTRI: viaggiare è la cartina tornasole di qualsiasi relazione; è più spietato di ogni convivenza e può rafforzare o demolire un rapporto con una facilità esilarante. Prima di invitare qualcuno in viaggio con voi, chiedetevi quanto quella persona è simile/diversa da voi, pensate ai suoi lati negativi e ai suoi lati positivi, trovate le cose che più vi fanno saltare i nervi di quella persona e pensate che dovrete conviverci per 24 ore al giorno per un numero X di giorni. Fatto?
  3. I VIAGGI SI FANNO INSIEME: in ogni partenza di gruppo c’è sempre un nucleo trainante, ma non riducetevi mai e poi mai a controllare completamente o a subire un viaggio. Tutto va condiviso, dalla scelta della destinazione ai costi, dall’a-che-ora-puntiamo-la-sveglia alle ore di gallerie d’arte tollerabili. Detto questo, è anche vero che:
  4. I VIAGGI SI (CON)DIVIDONO: cosa vuol dire? Che una volta prese insieme le decisioni che dovete prendere, è bene imparare a suddividersi i compiti. Se uno di voi è un genio della finanza, sarà lui a preoccuparsi del budget e delle spese, se voi siete degli assi dell’orientamento, la mappa la terrete in tasca voi, e così via. Avere la presunzione di saper fare tutto meglio degli altri porta a una sola conclusione: evitate di viaggiare in compagnia e partite da soli. Senza offesa.
  5. LITIGA E FAI PACE: che si tratti di fidanzati, amici, conoscenti o parenti, siete autorizzati a discutere e anche, se del caso, a litigare con i vostri compagni di viaggio. Accumulare frecciatine, sarcasmi e rancori renderà il viaggio un inferno a tutti. Per non parlare del ritorno a casa.
  6. STAI ZITTO: chi l’ha detto che in viaggio il silenzio vada evitato come la peste? Godetevi le chiacchiere, ma godetevi anche i silenzi che si creano tra compagni di viaggio (a patto che non nascondano frustrazioni e rancori; in quel caso il consiglio è di chiedere se va tutto bene e, se l’altra persona risponde un sì che è chiaramente un no, lasciate passare qualche ora e ritornate alla carica, possibilmente con una copia di questo decalogo alla mano).
  7. STAI LONTANO: viaggiare insieme NON significa vivere in simbiosi; è accettabilissimo prendersi un paio d’ore a testa per fare qualcosa che ai nostri compagni di viaggio non piace (io trascorrerei ore in libreria e non amo uscire a correre con altre persone) e darsi appuntamento a fine giornata per raccontarsi cosa si è fatto.
  8. MA ANCHE VICINO: impara ad assecondare gli interessi dei tuoi compagni di viaggio, specialmente se sono lontani dai tuoi; a meno che le loro proposte non ti risultino totalmente insopportabili, potresti scoprire nuove passioni; mal che vada, li avrai resi contenti e loro, in cambio, faranno lo stesso per te.
  9. VATTENE: se, nonostante questi consigli, il viaggio si sta dimostrando un disastro di proporzioni gigantesche, hai il diritto di stringere la mano ai tuoi compagni di viaggio, girare i tacchi e andartene per la tua strada; forzarsi a proseguire un viaggio che non funziona è dannoso tanto per noi quanto per i nostri compagni di viaggio.
  10. SII SINCERO: fatti una e una sola domanda prima e dopo il viaggio: scegli di viaggiare in compagnia di altre persone perché ami la loro compagnia o perché l’idea di viaggiare in solitaria ti spaventa? Se ti sei dato la seconda risposta, la prossima volta armati di coraggio e parti da solo, scommettiamo una birra che sarà una bella esperienza.

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La foto in alto e in copertina è stata scattata da Emmanuel Rosario.