locandinaIl Cerro Torre non è una montagna come le altre. È una presenza. Una leggenda per alcuni, una maledizione per altri. Ne sapeva qualcosa Cesare Maestri, grande alpinista italiano che ha dovuto tornarci una seconda volta nel 1970, dopo che la prima spedizione del 1959 aveva sollevato molti dubbi sulla sua impresa. Per dare una dimostrazione a tutti aveva lasciato, lassù a quasi 3000 metri, un compressore letteralmente inchiodato alla parete rocciosa. Un punto di riferimento per tutte le spedizioni che sarebbero seguite. Il film, presentato in concorso in questa edizione del Trento Film Festival, “Cerro Torre – A snowball’s chance in hell” di Thomas Dirnhofer racconta le tre spedizioni di David Lama, prodigio del free climbing, che si mette in testa di arrivare in cima a questa montagna senza piantare un singolo chiodo. È una storia di fallimenti e di rinunce, di lotte intestine, di attacchi da parte della comunità alpinistica. Dopo il primo tentativo fallito, nel 2009, il film mostra quanto duramente David Lama sia stato attaccato, sbeffeggiato, deriso, accusato di essersi venduto agli sponsor, di non essere un vero alpinista, di non rispettare la montagna. La sua idea di scalare il Cerro Torre in free climbing viene commentato così da un grande alpinista americano, Jim Bridwell: ” Tu non scalerai il Cerro Torre free. Punto”. Un’impresa impossibile, per tutti. Le spedizioni non si fermeranno, David torna in Patagonia con Peter Ortner deciso a salire sul Cerro Torre come aveva in mente di fare. Il film rappresenta molto bene anche tutto quello che accade intorno ad una montagna in cui ” tutte le forze della natura sono evidenti e tutte sono contro di te”. L’attesa per una finestra di tempo adatta, il tempo che non passa mai, che non è mai quello giusto e che ti spinge a scalare i 3ooo metri del Poincenot in 22 ore piuttosto che restare con le mani in mano. Il Cerro Torre è una montagna che non perdona e come suggerisce ancora Jim Bridwell: “Devi avere fede, non speranza” per riuscire a venirne a capo. Il film oltre a raccontare un storia avvincente, come solo sanno essere certe storie di alpinismo o di esplorazioni artiche, racconta anche i cambiamenti che avvengono nella testa del protagonista, il suo approccio a quello che sta per compiere e a come lo sta per compiere. I filmati di archivio arricchiscono il racconto, le immagini girate durante le spedizioni sono di una tale bellezza da lasciare senza fiato. Impossibile rimanere impassibili di fronte a una natura a dir poco magnifica. Il Cerro Torre resta, sempre e comunque, il vero protagonista di ogni storia nonostante gli sforzi degli alpinisti.

Supercinema Vittoria –  29.04  ore 18