Di fronte a persone che hanno le idee chiarissime su chi sono e dove vogliono arrivare, provo sempre un leggero disagio. Per me non è mai stato così. Come scriveva Jack Kerouac in Sulla Strada, “[…] a me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.

Questo mi ha portato a vivere in Paesi diversi, a svolgere professioni diverse, ma mi ha anche fatto sentire in qualche modo in difetto, come spesso accade quando ci si allontana, anche se solo lievemente, dai binari del conformismo. Eppure oggi – mentre scrivo questo articolo da un tavolino della carrozza ristorante del Ghan, il treno che taglia l’immensità dell’Australia da Nord a Sud – sono fiera e grata di essere come sono. Senza la mia confusione, senza i miei salti da una stella cadente all’altra, semplicemente non sarei qui.

Mi trovo in Australia per fare quello che ho sempre amato: raccontare storie. Insieme a Emiliano, Denis, Renato e Francesca siamo venuti qui, dall’altra parte del mondo, con un obiettivo preciso: raccontare il fenomeno dell’emigrazione italiana in Australia, per restituire un ritratto il più possibile fedele e attuale degli emigrati italiani, e del ruolo che hanno giocato e tuttora giocano nella vita e nello sviluppo di questo Paese. Con pochissimi fondi e tanta passione, siamo partiti dall’Italia a fine gennaio e stiamo girando l’Australia armati di macchine fotografiche, videocamere, smartphone e taccuini, a caccia di storie verdi bianche e rosse.

La troupe a Sydney. Da sinistra: Emiliano, Oriana, Renato e Denis

La troupe nel Red Centre. Da sinistra: Denis, Emiliano, Francesca e Oriana

Il progetto si chiama Italian Dreamtime, nome ispirato al Tempo del Sogno che nella mitologia aborigena è l’era della Creazione. Un dreamtime questa volta tutto italiano, in cui il nostro sogno di viaggiare e raccontare storie si mescola a quelli di moltissimi altri italiani, giovani e meno giovani, che hanno deciso di trasferirsi dall’altra parte del mondo per cercare un nuovo inizio e crearsi una vita migliore.

Filippo, 29 anni, di Vigevano (PV), guida turistica – Alice Springs (NT)

Luigi, 89 anni, di Roma, ex-pugile in pensione – Sydney (NSW)

Mirko, 36 anni, di Gallarate (VA), country manager – Sydney (NSW)

Sonia, 28 anni, di Torino, street dancer – Perth (WA)

Ne stiamo incontrando più di quanti ci aspettassimo. Più di quanti ne riusciremo a raccontare. Ma ogni incontro è prezioso, ogni storia si trasforma in un pezzo del mosaico che stiamo costruendo e che piano piano sta cominciando a prendere forma, lasciando intravedere il volto di un’Australia italiana poco raccontata ma affascinante, dalle radici profonde.

È un privilegio conoscere e fare da portavoce a queste storie, perché meritano d’essere raccontate. Se questo progetto fino ad ora mi ha insegnato qualcosa, è che ogni persona cela una storia interessante e unica, fatta di coraggio, sacrifici, sogni, determinazione. Storie di ricerca del proprio posto nel mondo, che sono d’ispirazione e che noi siamo felici ed orgogliosi di condividere. In attesa della pubblicazione delle video-interviste che stiamo girando e che a partire da giugno diventeranno una serie a episodi su YouTube, è già possibile seguire il nostro viaggio-documentario su Facebook, Twitter, Instagram e sul sito del progetto.

Lasciatevi ispirare da queste storie. Venite con noi. Da una stella cadente all’altra.

Oriana Pagano, 34, nata e cresciuta in Trentino – Alto Adige, ha vissuto a Bologna, Dublino e Sydney. Ama scrivere e viaggiare. Appena può afferra la sua macchina fotografica e esce alla ricerca di bellezza e storie che meritano d’essere raccontate. Condivide i suoi viaggi sul suo blog The Travel Gene e attualmente si trova in Australia per prendere parte al progetto Italian Dreamtime.