Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini | Piero Calamandrei

Per ricordarci del 25 aprile, festa della Liberazione, ecco un po’ di libri, più o meno conosciuti, che parlano di guerra e partigiani. Vi raccontiamo cosa hanno significato per noi, che li abbiamo letti tutti, alcuni a scuola, da ragazzi, e altri da giovani-adulti. In ogni caso durante un’età in cui, se fossimo vissuti in quei tempi, avremmo dovuto scegliere da che parte stare. E non avremmo avuto dubbi a riguardo.

Una questione privata
Beppe Fenoglio
Einaudi

Si può essere innamorati da partigiani? Si può provare, in tempo di guerra, un amore più forte di tutto, anche della morte? Fenoglio ci dice di sì e ci racconta una storia che ricorda più Un Amore di Buzzati che qualsiasi altro testo sulla Resistenza. Più di ribelli e camicie nere, si parla di passioni che nessun avvenimento esterno, nemmeno un’invasione nemica, può spegnere o tenere a bada.

I piccoli maestri
Luigi Meneghello
Bur

Macché atti di valore. Non eravamo mica buoni, a fare la guerra” ammette limpido uno dei protagonisti del libro. Ragazzi che il giorno prima erano a scuola e quello dopo si sono trovati a imbracciare fucili e pistole senza sapere da che parte girarsi. Un romanzo di formazione, di chi è entrato nella guerra ragazzo e ne è uscito uomo, con la vertigine di non sapere cosa fare della propria vita una volta che i tedeschi sono stati sconfitti.

Il partigiano Inverno
Giacomo Verri
Nutrimenti

Un libro che chiede una lettura attenta, un calendario dell’avvento che porta il lettore da inizio dicembre fino a Natale, attraverso una serie di avvenimenti successi in Val Sesia che vedono protagonisti un bambino, un anziano e un partigiano nel mezzo della vita. Un romanzo che parla, sussurra, grida e chiede di essere ascoltato, e lo fa con la voce di un giovane autore che, con una lingua ricercata e prega, ricorda l’importanza della memoria e la pienezza della vita di chi ha combattuto per la libertà dell’Italia.

In territorio nemico
Sic
Minimum Fax

Un lungo ritorno a casa, un uomo nascosto nella sua soffitta, una giovane operaia che lavora in fabbrica. Tre storie che scorrono parallele, tra Milano, la provincia e l’Italia intera. Un romanzo scritto con il metodo SIC, Scrittura Industriale Collettiva, e che racconta un Paese spaccato dalla guerra, ma già pieno della voglia di rialzarsi in piedi.

Ponte Rotto
Giambattista Lazagna
Colibrì Edizioni

Un vero e proprio diario partigiano, scritto poco dopo la fine della guerra, che racconta per filo e per segno gli avvenimenti del basso Piemonte, in val Borbera, rivissuti in presa diretta uno dei protagonisti della lotta di liberazione in quei boschi. Schietto, forte, lasciando che i fatti si raccontino da soli, senza nessun filtro, nemmeno quello della letteratura. Leggerlo è come indossare un paio di vecchi scarponi e trovarsi catapultati tra Pertuso e lo Scrivia, stretti tra i Tedeschi e le montagne, pronti a fuggire o combattere.

La strada del coraggio. Bartali, eroe silenzioso
Aili e Andres McConnon
66thand2nd

Il ruolo che Gino Bartali ebbe per il ciclismo e lo sport italiano è noto a tutti. La sua rivalità con il Campionissimo Fausto Coppi divise l’intero stivale per diversi anni. Ancora pochi, invece, sanno cosa fece Ginaccio durante l’occupazione nazista. Non si arruolò con nessuna brigata partigiana, ma, nascondendo nel telaio della bici documenti falsi, aiutò a salvare più di una famiglia ebrea, sulla tratta Firenze-Assisi. Senza mai raccontare nulla, neanche dopo la guerra, quando sarebbe stato facile prendersi dei meriti, perché lui era fatto così ed era anche questo il suo bello.

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Paolo Bottiroli
twitter.com/ilbotti81

La foto in alto e in copertina ritrae Tina Merlin e il marito Aldo Sirena ed è stata pubblicata originariamente sul sito di ANPI Mirano.

E’ possibile (e importante) iscriversi all’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.