Fotografia Europea, arrivata quest’anno alla sua nona edizione, si è posta come filo conduttore la riflessione sullo sguardo, prendendo spunto dagli scatti di Luigi Ghirri, originario della provincia di Reggio Emilia, e a cui è dedicata tutta l’edizione 2014. Il festival parte dall’opera di Ghirri per sviluppare intorno al tema, mostre e installazioni, workshop e incontri con grandi nomi della fotografia internazionale.

I tre giorni di apertura a inizio maggio hanno visto una partecipazione straordinaria di curiosi e dei cosiddetti “addetti ai lavori”, ma c’è tempo ancora fino a metà giugno per andare a vedere qualche esibizione e, naturalmente, fare un giro tra viette e vicoli del centro emiliano, concedendosi il lusso di lasciar scorrere il tempo e perdersi tra i vecchi palazzi.

Eccezionale, oltre che per le opere esposte, per l’attenta e ottima raccolta, la retrospettiva di Ghirri ai Chiostri di San Pietro: 300 scatti, cartoline, libri, copertine di dischi storici fanno di questa mostra una tappa da non perdere.

E’ poi la volta di Sarah Moon con Alchimies, una grande esposizione, forse in una delle aree dei Chiostri più scenografica. Un viaggio attraverso immagini in bianco e nero di piccolo formato che ricordano stampe antiche, e altre di grandi dimensioni e a colori. Immagini evanescenti e misteriose in una location dall’aria abbandonata ma dal carattere deciso.

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Nella stessa sede, da annotare “Senza meta. Il libro come pensiero fotografico”: un buon percorso che ragiona su 60 volumi che diventano luogo ideale per il pensiero fotografico, riproponendo l’idea che il libro sia un luogo ideale e perfetto. Come dargli torto!

Ai Chiostri di San Domenico invece “Divine Violence” di Adam Broomberg & Oliver Chanarin è un incontro tra il testo sacro cardine della cultura occidentale e immagini sul tema del conflitto: una mostra dai concetti forti forse non adatta a tutti, anche se di primo impatto prevale più la bellezza e la pulizia nell’allestimento.

Poesia e sogno: la fotografia che Silvia Camporesi sta componendo da molti anni e di cui a Reggio Emilia, nella mostra Planasia allestita nella Sinagoga, è esposto il capitolo dedicato a Pianosa, isola dell’Arcipelago Toscano adibita a colonia penale nel 1856 e restituita al dominio della natura dopo la chiusura del carcere nel 2011. Una mostra raccolta, intima, davvero da cercare e non farsi sfuggire.

E poi, l’ospite speciale di questa edizione: Magnum Photos, agenzia storica americana che qui si presenta, tra le altre cose, con una retrospettiva di Herbert List, “The Magical in Passing” ai Chiostri di San Domenico. Un viaggio visivo tra scatti notturni, inquadrature surreali, giochi di contrasti e luce, corpi e antica Grecia.

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Questa è solo una piccola selezione delle mostre da visitare, ma durante tutto il periodo convivono a Reggio Emilia moltissime altre attività ed esposizioni interessanti, il bello di scoprirle lo lasciamo a voi.

Costanza Rinaldi