Si è chiusa ieri alla Cineteca di Milano la rassegna che vedeva protagonisti i film del Trento Film Festival. Per chi non avesse avuto occasione di andare o per chi avesse sottovalutato il valore delle pellicole, vogliamo segnalare due pellicole da ritrovare, che sono state presentate rispettivamente sabato e domenica pomeriggio. Il primo film, “Kangchenjunga. I cinque tesori della grande neve” di Paolo Paganin, racconta della spedizione italiana alla conquista del terzo ottomila del mondo, terzo solo per altitudine (8586 m) perchè risulta essere invece tra i primi per asprezza e difficoltà. Per alcuni alpinisti, ancora più terribile del famigerato K2. Mario Vielmo, Annalisa Fioretti e Silvano Forgiarini si dirigono verso la cima, documentando con uno stile asciutto e preciso, le varie fasi che compongono l’ascesa. Dalla prima parte di trekking tra i sentieri, con bacchette e continui “namastè” alla popolazione locale incontrata sulla strada, all’ultima parte, dal campo 4 in poi, dove le difficoltà di arrampicata aumentano esponenzialmente. Solo Mario Vielmo riuscirà a raggiungere la vetta, con uno sforzo disumano. Annalisa e Silvano, nonostante la preparazione, decidono di tornare indietro quando erano quasi giunti in cima. La fama sinistra del Kangchenjunga, purtroppo, è stata confermata anche in questa occasione: durante questa spedizione alcuni tra sherpa e alpinisti non sono tornati al campo base, a tutt’oggi sono considerati dispersi. Il film è un continuo altalenare tra la ricerca della vetta e la consapevolezza del fallimento, il rispetto che si deve alla montagna e la forza di volontà che a volte può molto di più di una condizione fisica perfetta. Spettacolare e commovente.

La seconda pellicola, “The Last Great Climb”di Alastair Leeracconta le gesta di una spedizione inglese che decide di affrontare il monte Ulvetanna, nel Queen Maud Land in Antartico. Una montagna rimasta inviolata, intoccata, fino al 1994 quando una spedizione norvegese riuscì ad arrivare in cima. Successivamente altre spedizioni hanno aperto delle vie, ma un fronte restava ancora inesplorato, il versante Nord-Est, ed è proprio da questo fronte che nel gennaio del 2013 gli alpinisti Leo Houlding, Jason Pickles, Sean ‘Stanley’ Leary e Chris Rabone arriveranno in vetta. Una montagna che spicca come una “zanna di lupo” conficcata nel bianco del ghiaccio antartico, un ascesa lunghissima e difficilissima, non solo per la ripidità ma anche e soprattutto per le condizioni climatiche. Raffiche di vento violentissime che fanno scendere la temperatura, già rigida, a punte davvero critiche per l’essere umano. Le immagini dell’Ulvetanna nell’estate antartica, valgono da sole la visione di questo film, una catena montuosa bellissima e affascinante solo a vedersi. La spedizione riuscirà nell’intento di aprire una nuova via, prendendosi anche le congratulazioni dei norvegesi, che per primi avevano scoperto questa meraviglia.

la foto in copertina è di John Town, pubblicata su licenza CC