Qualche giorno fa abbiamo parlato di guide a fumetti. Tra queste vi avevamo segnalato “Japanize Me” di Lucia Biagi. Siccome ci è piaicuta particolarmente, abbiamo chiesto a Lucia di raccontarci un po’ più di lei e del suo viaggio e quindi della sua guida.

NBM: Per prima cosa, vuoi raccontarci un po’ di te?

LB: Mi chiamo Lucia Biagi, sono originaria di Pisa ma vivo a Torino dove ho un negozio di fumetti, Belleville Comics e il mio studio per disegnare.

Leggo, e di conseguenza, disegno fumetti da una vita.

Ho pubblicato un libro, Pets, per Kappa Edizioni nel 2009 e ora sto per concludere il mio secondo graphic novel che uscirà a Ottobre. Intanto ho disegnato molte storie brevi a fumetti che ho autoprodotto e creato l’etichetta di autoproduzioni “Amenità”.

NBM: Come è nata la passione per il Giappone?

LB: E’ nata attraverso i manga ed è cresciuta con il tempo, mi sono appassionata di kawaii e di tutti i personaggi teneri e strambi del loro immaginario. Crescendo mi sono anche informata ed incuriosita della loro cultura e letteratura in generale.

NBM: La guida che hai pubblicato è decisamente particolare, quando e come ti è venuta l’idea di fare una guida così a fumetti?

LB: L’idea è nata nel 2006 quando ero in vacanza in Danimarca; avevo iniziato a prendere appunti per creare un diario di viaggio ma in più ho pensato di aggiungere le informazioni pratiche per gli altri viaggiatori. Dopo la prima guida autoprodotta ho avuto molti consensi ed è diventato un vizio!

NBM: Come ti sei preparata, se ti sei preparata? o è stata un’idea maturata una volta tornata a casa?

LB: Sono stata in Giappone per la prima volta nel 2010 e tutti i miei preparativi erano stati raccogliere alcune informazioni e prenotare gli ostelli via internet. E poi sono partita con penna e quaderni alla mano!

NBM: È il frutto di un solo viaggio o una sorta di riassunto di più viaggi?

LB: I miei viaggi nel Sol Levante adesso sono ben 3, ho ancora tantissimo materiale da sistemare e raccontare. Japanize Me ha un sottotitolo: Level 1, spero arriveranno anche quelli successivi perchè ho raccontato soltanto metà del primo viaggio!

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NBM: Quanto ci hai lavorato?

LB: Sono anni che lavoro al progetto, quando ho incontrato Zandegù Editore si sono interessati all’idea. Negli ultimi mesi quindi mi sono però impegnata full-time perchè avevamo stabilito una scadenza. E’ risaputo, sotto pressione si lavora meglio!

NBM: Se dovessi pensare al giappone e concentrarlo in una sola cosa, cosa ti verrebbe in mente? Te lo chiedo, perché io ci sono stato e ho una risposta precisa. Ero curioso di sapere cosa ne pensi tu.

LB: I cavi elettrici. Grandissime e intricate reti di cavi che ovunque sovrastano le strade passando molto bassi quasi a sfiorare le teste. Credo di averli notati subito, sono una particolarità che non avevo mai visto in altre parti del mondo, o almeno non in occidente. Non so se sia stato il veloce sviluppo urbano e l’uso smodato che fanno della corrente elettrica ma sono davvero impressionanti. Per me rappresentano il loro modo intricato di ragionare! A te cosa viene in mente invece?

Per me è stato il suono. Il suono delle stazioni della metropolitana, il suono della lingua, dei commessi che ti accolgono nei negozi. Ne avevo anche scritto tempo fa.

NBM: Qual è stata la prima sensazione una volta arrivata in città?

LB: Una sensazione molto bella, non sono una persona sdolcinata ma devo dire che è stato un momento da ricordare, l’idea di aver raggiunto un sogno di anni. Abbiamo preso il treno per raggiungere Ueno da Narita e sono stata a fissare il paesaggio a occhi sbarrati che scorreva dal finestrino per 2 ore.

NBM: Cosa ti ha colpito subito e cosa ancora non riesci a capire nonostante gli sforzi?

LB: Ho notato una grande sicurezza e totale assenza di criminalità. Mi sono sembrati molto organizzati e dediti al concetto di funzionalità di gruppo. Non riesco proprio a capire dove trovino l’energia e la forza di lavorare così tanto!

Ho notato anche subito una smisurata gentilezza ma mista ad una certa diffidenza verso gli stranieri.

Ovviamente questi sono discorsi un po’ generalizzati ma noi occidentali non siamo così pazienti e formali…

NBM: Una cosa che ti porteresti a casa subito?

LB: E’ più facile dire cosa non ho portato a casa subito! Ho dovuto spedire vari pacchi via posta perchè non riuscvamo più a tenre tutto in valigia. Comunque, il mio acquisto migliore è una statua di Tanuki, il mio idolo personale e spirito guida.

NBM: Una cosa che invece proprio non ti piace? (dai ci sarà qualcosa!!!)

LB: Non mi piace quando si ostinano a seguire una regola solo perchè esiste senza cercare la via più semplice o intelligente, in alcuni casi sono illogici.

E poi mi dispiace molto quando la loro gentilezza è troppo formale, ho sempre paura che non siano sinceri e di approffittare in buona fede di qualcosa che mi è stato offerto per etichetta e basta.

NBM: Ho letto che sei vegetariana. Con il cibo come è andata?

LB: Eh eh, all’inizio è stata un po’ dura ambientarsi, poi abbiamo capito i trucchi e siamo riusciti a mangiare vegetariano. Siamo viagiatori curiosi, ci piaccono i mercati e le bettole più genuine ma ci siamo dovuti muovere con cautela, sembrava ci fosse pesce ovunque e i brodi spesso sono di carne.

In realtà hanno molti piatti a base di tofu, uovo e pasta con verdure davvero squisiti!

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NBM: Che impressione ti hanno fatto i vari quartieri di Tokyo? 

LB: Shibuya per me è il centro del mondo, non sono molto oggettiva. Stare in mezzo a quell’incrocio mi ha dato dei brividi. Quelli che per convenzioni chiamiamo quartieri sono delle città se rapportate all’Italia. I quartieri sono molto vari ma al’interno di ognuno puoi trovare tutto. Mi sono piaciuti Nippori, Ueno e Asakusa per il lato più tradizionale ma Shimokitazawa forse è quello in cui vorrei vivere.

NBM: Quanto giappone hai visto oltre a Tokyo? Che differenze ci sono con la capitale?

LB: Sono stata a Sud, a Kyoto, Osaka, Nagoya e infine Yokohama. Vorrei esplorare di più ma servirebbero davvero tanto tempo e soldi per farlo. Kyoto è assolutamente meravigliosa, un amico giapponese di lì ci ha mostrato degli angoli di questa città che non avremo mai scoperto da soli.

Le differenze che ho notato sono banali, ritmi più lenti e più spazi verdi, ma la campagna vera ancora la devo vedere.

NBM: C’è qualcosa che farai assolutamente la prossima volta che ci andrai?

LB: Vorrei andare nel paese di origine di Shigeru Mizuki, Sakaiminato, per vedere il suo museo e la via con le statue degli yokai più famosi. E inoltrarmi ancora più a Sud, ci sono tante isole da esplorare.

NBM: Parli un po’ di giapponese? Anche tu dopo il primo viaggio hai comprato qualche libro intitolato “come imparare il giapponese facilmente” per accorgerti che era l’ossimoro più calzante che si potesse trovare?

LB: Eheh, mi ero iscrita ad un corso di giapponese tanti anni fa mentre frequentavo l’università, credo di aver resisitito 2 lezioni, non sono portata per le lingue, figuriamoci cosa potrei combinare con il giapponese. Non riuscirò mai a fare un discorso però so un sacco di nomi di animali in giapponese!

NBM: Hai in programma altre uscite? Vedremo altri pezzi di giappone a fumetti?

LB: Vorrei dedicare il Level 2 alle altre città e almeno un Level 3 per una Tokyo da veri esperti. E poi quest’estate vado in Canada, cambio genere e vediamo che ne viene fuori!

NBM: Un’ultima domanda: perché secondo te il Giappone è così bello?

LB: Forse perchè è diverso, è rimasto isolato per secoli, i giapponesi sono riusciti a mantenere forti le tradizioni anche dopo essersi modernizati. Perchè sono un popolo elegante, ostinato e timido, come la più bella della classe con la puzza sotto il naso a cui però tutti vorrebbero piacere.

luciabiagi

Lucia Biagi terrà un workshop di fumetto a Milano il giorno 25 maggio all’interno di inEDITO M^C^O Milano