Una locomotiva lanciata come un ponte tra Oriente e Occidente, questa l’idea di Georges Nagelmackers, fondatore dell’Orient Express, che il 4 ottobre 1883 vede il suo sogno, quello di “un treno che attraversasse un continente correndo su un unico nastro di metallo per più di 1.500 miglia”, farsi realtà, con la prima corsa partita da Parigi e arrivata (anche se non ancora tutta su rotaie) fino a Istanbul, attraverso Austria e Romania. Uno spostamento di lusso, che ben presto avrebbe attirato sulle sue carrozze personaggi celebri di tutto il mondo.

oe-2

Da allora oltre un secolo di viaggi, con tratte in alcuni casi modificati, come le corse del Nostalgic Oriente Express o il Simplon Orient Express, fino alla riduzione del tragitto nel 2007 e la definitiva chiusura nel 2009.

Ora a Parigi una mostra, nella spianata antistante all’Istituto del mondo Arabo, permette, a chi non avrà più la fortuna di salire su questo treno, di conoscerne la storia, viverne i personaggi che l’hanno resa leggenda e capire come l’Oriente Express fosse capace di fare di un tragitto un viaggio, riempiendo il vuoto di uno spostamento e dando al tempo passato sul treno la stessa profondità di quello che si avrebbe visitando una qualsiasi città. Pensando a un viaggio capace di durare, nelle sue tratte più lunghe, addirittura otto giorni, è facile capire come fosse normale che tra i passeggeri si creassero rapporti, amicizie e inimicizie, conflitti e amori. Specie considerando che ogni cuccetta non era molto diversa da una camera di albergo in miniatura e nel vagone ristorante si mangiava, e beveva, come nelle locande più rinomate in città. Solo un antenato lontanissimo del moderno inter-rail, insomma.

oe-1

Visitando la mostra è possibile salire a bordo di alcune carrozze originali, notare al posto dei sedili delle vere e proprie poltrone, toccare con la mano le finiture in legno perfettamente levigate e scoprire, passeggero dopo passeggero, alcune delle storie più famose successe in quel limbo senza Stati, in quel viaggio fatto a città.

Chi ci viaggiò? L’affascinante spia Mata Hari, che pare fosse capace di far innamorare, e capitolare nelle proprie lenzuola, ogni uomo volesse. Agatha Christie, che prendeva il treno per raggiungere suo marito archeologo a Baghdad e che ambientò addirittura uno dei suoi libri più celebri su questo treno, Assassinio sull’Orient Express appunto. E ancora teste coronate come Ferdinando di Bulgaria e lo zar Nicola II e il fondatore del movimento scout Baden Powell. Attraverso i loro oggetti, pipe e giornali d’epoca, vestiti e strani copricapi, macchine da scrivere e occhiali rotondi, la mostra permette di rivivere esattamente l’atmosfera che rese celebri e famosi quelle carrozze.

postcard

Così celebri e famose che, oltre al già citato giallo di Agatha Christie, sono state riprese in diverse opere. L’Oriente Express ha visto aggirarsi tra i suoi scompartimenti James Bond in Agente 007 – Dalla Russia con amore e il ladro Lupin III, oltre ad essere stato “protagonista” de Il treno d’Istanbul di Graham Greene e di Bazaar Express di Paul Thearoux. Del resto è facile che tutti i grandi viaggiatori ne avessero sentito il fascino, anche solo per rimanere un po’ più a lungo nel limbo che si vive quando si è in movimento da una città all’altra, senza appartenere a niente.

A pensare che oggi non sia più possibile comprarne un biglietto, si sente già il rimorso di un viaggio che non si è potuto fare, ma anche se non è la stessa cosa, se volete visitare questa mostra perché, per una volta, non ci andate in treno? Da Milano Parigi dista sette ore. Ci si siede a Porta Garibaldi e ci si rialza a Gare de Lyon, vedendo sfilare fuori dal finestrino prima risaie e aironi, poi le Alpi e la loro neve, prima di passare per la stazione di Lione, dedicata a Saint-Exupéry, e arrivare sotto al ferro della Torre Eiffel. Non sarà la stessa cosa, ma comunque non è per niente male.

exposition-il-etait-une-fois-l-orient-express-green-hotels-paris

[la mostra sarà aperta fino al 30 agosto 2014]

Paolo Bottiroli