Si può scegliere la méta del viaggio di nozze con la finalità precisa di poterci ritornare il più facilmente possibile? Io e mia moglie l’abbiamo fatto, venticinque anni fa.

E’ vero, quando si è giovani si hanno tante  idee strane, ideali e sogni, in testa. Per fortuna.

Non ricordiamo se fu per caso o o per gioco che scegliemmo di fare il nostro viaggio di nozze, in settembre, ad Albinia e all’Argentario,  un luogo di mare distante più o meno due ore da casa nostra.

In realtà, in quei giorni, pensavamo che nessun luogo fosse così bello, così magico, così intimo come la spiaggia su cui era nato il nostro amore. E pensavamo che, essendo così vicino alla nostra casa, saremmo potuti ritornare, tutti gli anni, nei luoghi del nostro viaggio di nozze. Nel tempo a tre dimensioni dei ricordi, questo lembo di mare davanti a Porto Santo Stefano  diventa ogni anno sempre più lontano,  un  mondo diverso,  un paese straniero, con un’altra cultura ed altre tradizioni. Perché sono ancora vividi i ricordi e le sensazioni provate in quel 1989, e poi nel 1992, e quelle del 1994,  1999, ed del 2005, ed infine gli ultimi, recenti, intensi. anni. E l’autunno che si porta via sempre l’estate, la primavera l’inverno, ed il fresco vento di un ristorante sul mare di fronte a Talamone: “Le stagioni del ricordo sono eterne, perché sono fedeli ai colori della prima volta” (Gaston Bachelard).

Volevamo un luogo dove ritornare, facilmente,  perché sappiamo che se nessun luogo è lontano, altrettanto nessun luogo è vicino. I luoghi sono come le persone: anche se le conosci da una vita, c’è sempre qualcosa che ti sfugge, qualcosa da scoprire, qualcosa di nuovo che ti sorprende e ti confonde.  Ed in venticinque anni non abbiamo ancora finito di esplorarlo,  il territorio dell’Argentario, o della vicina Tuscia, oppure di camminare sulla sabbia, ogni anno diversa,  della Giannella.

In un luogo, infine,  si può tornare con il ricordo: quante volte si guardano le foto di una città lontana e ci sembra di provare, per qualche istante,  le emozioni, talvolta belle altre negative, vissute. E quante volte si torna in un preciso momento di  in un viaggio divenuto epico nei racconti degli amici con cui lo avevamo condiviso. Alcuni luoghi diventano poi così determinanti per la tua storia che senti che devi tornarci in tutti i modi, per trovare quella parte di te che sai che  essere solo lì, lasciata nel viaggio precedente o non ancora scoperta.

Siamo ritornati 4 volte a Barcellona, 2 ad Avignone, 4 volte a Parigi, perché ci affezionamo ai luoghi come alle persone, e siamo attratti dalle persone e dai luoghi, ma  quello alla Salina sulla costa maremmana è stato, è, il nostro viaggio più importante. Ed è bello  sapere che non è ancora finito.

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La foto in alto e in copertina è stata scattata all’Argentario da misc9.