I due libri più belli che ho letto ultimamente sono due guide. Per caso, per puro caso. Sono stati due incontri fortuiti motivati da una passione, non solo quella banale per il viaggio, ma per due posti molto distanti ma con alcune caratteristiche in comune che mi piacciono molto.

Il primo libro è “Orizzonte Giappone” di Patrick Colgan. È un libro che esce in formato ebook (ma non solo), un piccolo libro che si legge rapidamente non per superficialità ma per interesse. Patrick raccoglie la sua esperienza di 6 viaggi avvenuti negli anni, a volte da solo, a volte in compagnia. Cerca il più possibile di allontanarsi dagli stereotipi che caratterizzano il Giappone e in ogni pagina si percepisce una sincera passione per quella terra. Ci racconta di itinerari e scoperte e anche di qualche piccolo fallimento rispetto ai piani previsti. Ma nulla di grave, anche questo significa viaggiare. Il viaggio si snoda da nord a sud, si passa dai templi, ai ciliegi, agli orsi. L’autore dice che non è una guida e forse ha ragione, non lo è in senso stretto, ma la voglia di partire che ti lascia addosso lo rende forse più utile di una guida in senso stretto. Tra le pagine elettroniche si riesce quasi a sentire il rumore della metropolitana, dei patchinko per le strade, le cantilene dei commessi e le infinite luci della metropoli; così come si può quasi sentire il silenzio che ricopre i templi di Kyoto e il rumore delle onde che circondano le isole più remote.

orizzonte_giappone_400

Orizzonte Giappone –  Patrick Colgan – Edizioni GoWare lo potete trovare online un po’ ovunque (€ 4.99)

L’altro libro di cui vorrei parlarvi è “Tutta la solitudine che meritate”, più che una guida, un vero e proprio racconto di viaggio. Il percorso è quello classico che chiunque abbia avuto la fortuna di visitare quest’isola ha fatto, in un senso o nell’altro. Il periplo del Golden Ring con qualche digressione, tra siti abbandonati, una natura schiacciante e travolgente e incontri di ogni tipo, persino con un italiano davvero peculiare. Il libro si divide tra il racconto di Claudio Giunta, scorrevole e appassionato quando racconta di quest’isola remota ai confini del grande Nord, e le immagini di Giovanna Silva che restituiscono, anche se in piccola scala, un pezzetto del paesaggio islandese. Il libro è anche molto bello in sè, uno di quegli oggetti che ti vanno venire voglia di possesso. Solo il titolo lo eleva una spanna sopra gli altri. Come dicevo si tratta di un racconto che è però ricco di suggerimenti su cose quotidiane come il posto migliore dove mangiare e dormire, dove comprare dischi o giacche tecniche. È un libro scritto da chi ama davvero quest’isola e si sente in ogni singola frase. Moltissimi i riferimenti letterari, una volta finito vi ritroverete su qualche motore di ricerca a vedere quando potrebbe essere possibile partire senza svenarsi. Se non ci siete stati. Se ci siete già stati sarete presi da un misto di rabbia e nostalgia per non poter tornare subito.

Cover-Giunta-Silva-Islanda-b

Tutta la solitudine che meritate – Claudio Giunta e Giovanna Silva – Edizioni Quodlibet Humboldt

La foto in copertina è di Fei Li pubblicata su licenza CC.

  • Pingback: I libri di viaggio di ottobre: Islanda e Nuova Zelanda - Orizzonti()

  • Pingback: Libri di viaggio da regalare a Natale (ed. 2016) - Orizzonti()

  • Pingback: Regali di Natale per chi ama libri e viaggi - Orizzonti()

  • Felicissimo di vedere citato il mio ebook su No Borders Magazine. E felicemente sorpreso di capitare assieme a un libro sull’Islanda che vado subito a cercare. L’Islanda è un Paese per il quale provo un’intensissima nostalgia. Forse i luoghi più belli ed estremi, sì estremi, che abbia mai visto e vissuto. E questo bellissimo titolo mi fa ripensare ai giorni di trekking solitario fra Landmannalaugar e Thorsmork.
    Leggere questo libretto potrebbe essere un po’ doloroso, forse. E come dice Cornelius Arslanian nel commento ‘vicino’, sì, anche per me l’Islanda è così speciale per una lunga serie di motivi che provo quasi una certa gelosia quando sento o leggo qualcuno raccontarne. Un po’ come per il Giappone.

  • christian_nbm

    grazie mille per la segnalazione giapponese, che ignoravo totalmente e che da ora mi guarderò con molto piacere.
    sull’islanda, anche io in qualche modo credo di esserne colpito da questa idea di esclusività. magari anche solo per quel piccolo, sconosciuto museo che ho visto io e nessun altro. (ovviamente non è vero che l’ho visto solo io, ma l’impressione che porti a casa era quella) Il libro, per brevi periodi, mi ha permesso di tornare in quei posti e anche se l’invidia ogni tanto affiorava in superficie, anche prepotentemente, il piacere della nostalgia riusciva a mitigare il tutto. poi il libro è bello da toccare, e questo mi rende ancora più vulnerabile!!
    ciao

  • cornelius arslanian

    per quanto riguarda il giappone mi permetto di segnalare (svelando un mio piccolo piacere personale che immagino già condiviso da molti) i brevi e spesso illuminanti episodi di begin japanology. si trovano tutti su youtube, e sono ‘condotti’ (ma bisogna immaginare di essere condotti per mano) dal quantomeno curioso peter barakan, uno che fa una vita decisamente invidiabile.
    sull’islanda invece mi aspettavo, prima o poi, una proposta di qodlibet/humboldt, che pur avendomi rubato un’idea, stimo parecchio per l’iperazione proposta. sono però sempre un po’ scettico sui libri che parlano di o mostrano l’islanda, come fossero in qualche modo una profanazione del mio personale rapporto con l’isola (che, lo so bene, anche se fingo sia esclusivo non ha nulla di speciale 🙂 preferisco allora quelli che lì sono ambientati, magari scritti da autori islandesi, che danno per scontato l’amore per quei luoghi e li raccontano da dentro.