Quest’anno, per noi, è stato l’anno più impegnativo da quando abbiamo iniziato questa avventura. Ci siamo lasciati prendere, coinvolgere, stancare ma soprattutto entusiasmare da questa cosa come nemmeno lontanamente potevamo immaginare. Oggi ci piaceva l’idea di raccontare anche a voi, quello che è stato per noi Back To The Wild e la storia di Chris McCandless.

C’è un momento nel video che proiettiamo alle presentazioni, quando la musica di Paolo rallenta. Tutto sembra quasi fermarsi, non solo la musica, ma anche noi che in realtà siamo già fermi, seduti, c’è questo momento in cui anche l’aria sembra più rarefatta; un attimo di sospensione, una pausa quasi impercettibile. Una di quelle virgole che si trovano sugli spartiti, che dicono che in quel punto ci si ferma, per un attimo, un mezzo respiro, nemmeno forse, un quarto, un’esitazione sottile, sottilissima. Mi succede tutte le volte, la sento ogni volta che rimando il video, seduto dietro un tavolo con il computer davanti. Quando controllo che tutto sia partito per bene, che l’audio si senta, quando alzo lo sguardo verso le persone che ci sono venute a sentire e le vedo con gli occhi puntati a uno schermo. Quando tutto sembra in ordine, lascio scorrere le immagini che ho visto centinaia di volte, ascolto la musica che posso canticchiare nella mia testa anche ora mentre scrivo, finchè arrivo in quel punto. Quella sospensione, la corrispondenza con una foto di Chris che guarda dritto in camera verso un futuro che di lì a poco gli sarebbe stato precluso. E’ quello sguardo, lo stesso di cui parla Paolo Cognetti nella prefazione del nostro libro, che mi sembra quasi di sentire familiare. Io che nel ’90 di anni ne avevo pochi meno di lui e di certo non mi sarei mai sognato di andare come aveva fatto lui. Eppure adesso, dopo averlo portato in giro in questi mesi, quel viso, quegli occhi mi sembra quasi di poter dire di conoscerli. Mi sono chiesto se questa familiarità è la stessa di tutti quelli che abbiamo incontrato quando siamo stati al Trento Film Festival, la nostra prima uscita con il libro di Chris. La sala era piena, piena di gente interessata alla storia e a quello che aveva lasciato. Grazie.

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Questo legame, che sentiamo noi di NBM, lo sentono forte e profondo Alessandro e Paolo, i The Magic Bus, che abbiamo incrociato come si possono incrociare due persone su due sentieri che puntano alla stessa meta. Perchè con loro è andata così: partendo da due punti diversi, avevamo in mente di raggiungere lo stesso luogo. Chi ha avuto la fortuna di partecipare al loro spettacolo “Nelle Terre Estreme” lo sa. I testi di Alessandro raccontano con una sensibilità e una profondità uniche, una storia che appassiona anche chi magari di Alex Supertramp non sapeva nulla. Il dialogo interiore che emerge tra un brano e l’altro, racconta con rara capacità emotiva, tocca corde sensibili senza mai essere retorico. La maestria di Paolo che suona mandolino, bouzuki, chitarra, effetti, persino una cassetta di legno, è il coronamento quasi magico di un’intesa davvero sorprendente. I brani riletti dai Magic Bus suonano intensi e sinceri, belli, proprio belli. Lo sappiamo noi, da quando li abbiamo sentiti per pochi minuti vedendo il loro video, ne abbiamo avuto subito la certezza quando si sono esibiti live a Young Radio nella trasmissione Senza Frontiere, ospiti di Matteo e Max. Ogni volta che presentiamo il libro e sappiamo che dopo ci saranno loro con noi, ci sentiamo di giocare una mano facile, ci sentiamo addosso il sorriso del giocatore a cui hanno servito un full d’assi, quando tutto diventa più semplice. É stato così a Genova, a Mogliano Veneto, a Torrechiara, a Ivrea. É stato così alla libreria Open, a Milano, quando tutti continuavano a farci – si può dire? ma sì, si può dire! – i complimenti per il libro ma anche e soprattutto per come avevamo organizzato la presentazione con i The Magic Bus. Ve l’abbiamo già detto in più occasioni, ma non fa mai male ripeterlo. Grazie.

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Abbiamo fatto un lungo viaggio, normalmente breve, per raggiungere il Palazzo del Ghiaccio in occasione di Book City Milano. La sera in cui tutto si allagava, in cui fiumi esondavano e rendevano qualsiasi spostamento un’impresa. Abbiamo cambiato strade, mezzi, ci siamo infradiciati per arrivare a destinazione convinti che nessuno avrebbe sfidato tanto per sentirci raccontare la storia che stava dietro Back to the Wild. E invece qualcuno aveva sfidato, come noi, le intemperie per venire a sentirci, per vedere il video, per sentire Walt e Billie raccontare le loro emozioni di fronte al “magic bus” in Alaska. Grazie.

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Questo tour è stata anche l’occasione di incontri nuovi e meno nuovi. Siamo tornati da Piero e Paola a Montevarchi, dove eravamo stati bene una volta (ok, io la prima volta bene bene non stavo…ma era solo febbre!) e dove siamo stati benissimo anche quest’anno. Abbiamo conosciuto Angelo, incrociato nella rete per interessi comuni, e poi di persona in Toscana, una volta tornato dal suo lunghissimo viaggio. E con lui, grazie a lui, ci siamo ritrovati a Firenze, alla Citè, a parlare del suo viaggio, durato casualmente 5 anni, dei suoi incontri e le sue storie. E mentre Angelo raccontava e rispondeva alle domande delle persone, noi pensavamo al fatto che se magari all’inizio ci sembrava strano essere lì nel giorno dell’inaugurazione della sua mostra, più passava il tempo e più tutto ci sembrava combaciare. Le storie, anche le più diverse possono avere punti in comune, e alla fine capisci che il viaggio può essere lontanissimo, agli antipodi, ma anche non così lontano da casa, quello che conta è il modo in cui lo si affronta e quello che si vuole cercare. Si è parlato di un senso di disagio benevolo, che ti devi portare dentro anche per non illuderti, di non crederci troppo di essere un “viaggiatore”, termine abusato e sicuramente millantato, specie nella nostra epoca. A noi a ha fatto molto piacere parlare davanti alle persone presenti alla Citè, percepire l’interesse per la storia di Chris e sentirci dire grazie per questa cosa che abbiamo messo in piedi senza pensarci troppo. Come a volte succede comprando un biglietto per una destinazione senza sapere cosa esattamente ci riserva il futuro.

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Quindi vogliamo ringraziare davvero tutti quelli che ci hanno ospitato, tutti quelli che ci hanno fermato per parlare dopo le presentazioni, tutti quelli che fino a oggi hanno comprato il libro e hanno creduto, come noi, in questa avventura.

Grazie a tutti, ci rivediamo da qualche parte il prossimo anno.

BTTW on Tour 2014

Trento Film Festival, Trento – 27.04.14

Viaggiandoilmondo Festival, Genova – 04.05.14 con The Magic Bus

Abbazia di Mogliano Veneto (TV) – 14.06.14 con The Magic Bus

Torrechiara (PR) – 11.07.14 con The Magic Bus

Festa Partito Democratico, Ivrea – 12.09.14 con The Magic Bus

Open | More than books, Milano – 01.11.14 con The Magic Bus

Book City 2014, Milano – 15.11.2014

Caffè Letterario La Citè, Firenze – 14.12.14