Nel 2014 ho viaggiato tanto, forse più del 2013. Ho iniziato l’anno in Nuova Zelanda, dal Lussemburgo mi sono ri-trasferita a Milano, ho fatto kayak in Liguria, mangiato gelato al pistacchio in Sicilia, riscoperto Parigi attraverso gli occhi della mia (ex) coinquilina, improvvisato un salto a Monaco. E ho viaggiato grazie a NBM, andando per piazze, circoli e librerie a presentare Back To The Wild. Siamo stati a Parma, Ivrea, Treviso, Genova, Trento. Ognuno di questi viaggi è durato non più di 4 giorni (Nuova Zelanda esclusa). E per la prima volta da quando, nel 1999, mi sono messa in viaggio, ho iniziato a riflettere non più soltanto sul dove ma anche sul come e sul quando viaggiare.

In vista di un nuovo anno in movimento, ho provato allora a ripensare ai viaggi passati, per capire come saranno i miei viaggi futuri. Ecco quindi la mia lista di buoni propositi (di viaggio) del 2015.

  • Ripensare la durata del viaggio: tutti i viaggi lunghi 2/3/4 giorni di quest’anno mi sono sembrati un catapultarmi da una città all’altra, senza concedermi il tempo per vivere lo spostamento e per ambientarmi nella città che visitavo. Non è sostenibile – economicamente, ecologicamente, umanamente – viaggiare fuori Italia per un weekend senza tornare più svuotati che riempiti.

    Allora per il 2015 mi piacerebbe ripensare ai miei weekend e trascorrerli sì, in viaggio, ma in viaggi più brevi: in bici, in treno, a piedi, nei dintorni della città in cui abito. Nelle città raggiungibili con qualche ora di treno o con una (lunga) pedalata. Vorrei lasciare l’aereo ai viaggi più lunghi (e più lontani) e tenermi i fine settimana per viaggi più lenti.

  • Ripensare il perché del viaggio: si viaggia per tanti motivi. Io stessa negli anni ho viaggiato per tanti motivi: per curiosità, per disperazione, per solitudine, per avventura. Qualche mese fa mi sono resa conto che quasi tutti i miei viaggi del 2014 sono stati pretesti per rivedere persone a cui sono legata. E se nel 2015 mi metto a guardare un mappamondo, ho sicuramente in mente posti da vedere, ma è ai miei possibili compagni di viaggio che penso prima di tutto.

    Allora per il 2015 mi piacerebbe viaggiare per coltivare relazioni, al posto di collezionare destinazioni. Ci ripetono che siamo sempre più connessi, che mantenersi in contatto è sempre più facile. Ma proprio la disponibilità di modi in cui mantenersi connessi ci rende più disconnessi, e le nostre conversazioni diventano sempre più frammentarie, sempre più simili a un like su Facebook. I miei ultimi viaggi sono stati viaggi in cui parlare con i miei compagni di viaggio, sentirli raccontare le loro vite e condividere la mia con loro è stata la cosa più importante. Aveva decisamente ragione Chris McCandless quando ripeteva che la felicità è reale solo se condivisa. E come la felicità, anche i viaggi.

  • Ripensare la destinazione del viaggio: grazie a Back To The Wild quest’anno con i miei soci ho scoperto le colline del parmense e la città di Ivrea. Entrambe a meno di due ore di distanza da Milano. Dopo un anno trascorso viaggiando in lungo e in largo per l’Europa, ora mi piacerebbe fermarmi in Italia e riscoprirne le città minori. Quelle che non fanno chiasso, che non sono tirate a lucido, che non sono tappe obbligatorie per la Lonely Planet, ma che hanno una storia – e magari più di una – da raccontare.

E le destinazioni? Non hai una top ten dei viaggi da fare nel 2015 da condividere con i lettori di NBM? No. Per il 2015 non ho liste di città o paesi da vedere. Ho un unico desiderio: condividere la mia vita e i miei viaggi con persone che abbiano ancora tempo da dedicare ai rapporti con gli altri, senza smartphone o tablet a distrarci dall’unica cosa che rende le nostre vite preziose.

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La foto in alto e in homepage è stata scattata da roaming-the-planet a Vancouver, Canada.