Anche quest’anno siamo tornati a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea. Quest’anno di celebrava la decima edizione della rassegna che coinvolge tutta la città da metà maggio fino al 26 luglio. Come ogni anno le mostre, innumerevoli, si svolgono sia in varie sedi: da quelle ufficiali del festival a quelle relative al circuito Off. Ogni hanno le location possono cambiare, ci sono alcune sedi che possiamo definire storiche – come i Chiostri di San Pietro o i Chiostri di San Domenico – e alcune sedi nuove che abbiamo visitato per la prima volta quest’anno come Palazzo da Mosto e il Museo dei Frati Cappuccini. In ogni caso valgono sempre una visita.

La biglietteria si trova ai Chiostri di San Pietro, la sede principale, dove sono allestite le mostre più significative. Quest’anno troverete una magnifica restrospettiva su Olivo Barbieri, un percorso che si snoda lungo le sale del complesso edificio e che mostra tutta la grandissima qualità del fotografo emiliano. La ricerca della luce, la descrizione del paesaggio di un vero maestro della fotografia contemporanea. Bellissimi anche i due video su Las Vegas e sulla Cina. Una delle cose più belle viste negli ultimi anni sicuramente. Così come molto interessanti tutte le sale allestite da NOOR, sia per la qualità delle immagini che per i temi trattati.

Ai Chiostri di San Domenico vi segnaliamo “Found photos in Detroit”, una raccolta di immagini recuperate da Arianna Arcara e Luca Santese, andati nella città americana per documentare il fatale decadimento, si sono imbattuti in una seria di fotografie e documenti abbandonati che raccontavano storie di vita vissuta. Alcune dai toni molto forti, che danno un idea precisa del contesto in cui sono state trovate. Ci sono immagini bruciate, rovinate dal tempo e dalla pioggia, stralci di lettere che rendono reale una violenza che a talvolta sembra essere solo quella dei film. La pubblicazione ha ricevuto diversi riconoscimenti e la mostra è assolutamente da vedere.

Allo Spazio Gerra quest’anno si parlava di Jazz, ritratti di grandi jazzisti che hanno fatto la storia di questo genere e che si sono esibiti in Italia dagli anni ’50 in poi. Oltre ai mostri sacri come Duke Ellington o John Coltrane, è possibile vedere tutta una serie di musicisti italiani che per primi hanno portato e suonato il jazz nei locali, anche in provincia, con operazioni coraggiose che oggi sembrano assolutamente normali, ma che per il momento storico in cui sono avvenute, normali non lo erano affatto.

A Palazzo dei Musei, Joan Fontcuberta propone una riflessione sulla natura delle immagini grazie all’aiuto di alcune lumache. Personalmente la mostra non ci ha detto molto, ma il Museo di Storia Naturale è uno dei posti più belli in cui vi possa capitare di andare, per cui, anche solo per poter ammirare le collezioni, fateci un giro!

Alla Sinagoga, altra storica sede di FE, Erik Kessels allestisce una mostra a metà tra il ricordo personale e la documentazione storica. Una vecchia Fiat Topolino troneggia all”interna della sala principale, con tutti i suoi pezzi e le sue fotografie di dettaglio. È la storia di un rapporto incompiuto tra un padre e un figlio, le foto sembrano un po’ un pretesto, ma anche in questo caso, la cornice che racchiude il tutto vale assolutamente la pena e anche l’allestimento è decisamente suggestivo.

Una segnalazione meritano anche le foto scattate ad Ercolano da Marcello Grassi, molto materiche e molto evocative, raccontano cosa rimane dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. che potete vedere al Museo dei Frati Cappuccini; una piccola raccolta di paesaggi di Michael Kenna, alla Galleria13; la selezione ospitata nello spazio della Biblioteca Panizzi (vedere Ghirri è sempre un gran privilegio).

Reggio Emilia si rivela ogni anno un ottimo motivo per farci un giro, per apprezzare la fotografia, a volte per scoprire cose nuove, altre per avere delle conferme. La città è sempre molto bella e ospitale e nonostante il caldo di questi giorni, è sempre molto piacevole passeggiare per le sue strade.

Un unico appunto: avremmo voluto vedere anche altre cose, ma purtroppo abbiamo trovato alcune sedi già chiuse e alcune mostre già smontate, a dispetto del programma. Peccato.