Immergermi e riemergere dalla Tube di Londra mi ha sempre fatto pensare di essere un personaggio di Super Mario Land che scendendo nei tombini in un punto della città si ritrova in un mondo sotterraneo pieno di mostri, trappole e funghetti per poi risalire in superficie e trovarsi in un luogo diverso, totalmente disconnesso da quello precedente.
Questa illusione è davvero affascinante, la percezione è quella di una metropoli composta da tanti mondi separati ognuno caratterizzato da stili architettonici, suoni, odori e personaggi differenti. Quello che viene a mancare però è la continuità ed è difficile da comprendere come una singola città possa ospitare tante differenti realtà alcune che ci piacciono e alcune che ci repellono. Io non ho mai amato visceralmente Londra e uno dei motivi è proprio perché ho avuto difficoltà a capirla fino in fondo e a scrutarne l’animo. Poi un giorno ho comprato una moto, non una qualunque, una Harley, la mitica 883 e con essa un nuovo modo di vivere Londra è iniziato, cavalcando il mio destriero lungo le arterie di questo mutevole organismo ho cominciato a seguirne il flusso e intravederne l’anima.

Basilicata

Ho cominciato a percepirne le sfumature e comprenderne la mutevolezza, ho potuto osservare la trasformazione urbana che avviene tra un quartiere ed un altro, ho intuito come i locali, i turisti, gli uomini d’affari, i clochard e i poliziotti ne fanno da linfa che notte e giorno scorre inesorabile. Ed è così che tutto prende senso. Le tante differenze, prima apparentemente isolate tra loro e divise da una stazione della metropolitana ed un’ altra, si incontrano all’improvviso, creando unione tra le culture d’Oriente e quelle d’Occidente, tra il nord e il sud del Tamigi dove le lingue parlate e scritte si mescolano e si fondono. Così mi ritrovo ogni giorno ad attraversare un’infinità di ponti socio-culturali che rendono questa città la Babilonia del ventunesimo secolo. Grazie alla mia moto ho riscoperto Londra, l’ho capita un po’ di più e ho cominciato a viverla molto più serenamente, anzi con un certo entusiasmo. Mi chiamo Marco sono un cittadino Italo-Britannico, fino a pochi mesi fa vivevo a Londra, di mestiere sogno e nel tempo libero lavoro come tecnico informatico mentre giro per il mondo. A novembre ho cambiato il mio stile di vita, non ho più una dimora fissa e ora vago in sella alla mia amata 883, sono un Nomade Digitale e mi mantengo con un lavoro part-time per una compagnia Inglese. La mia madre patria è l’Italia e sono davvero felice di essere nato nel Bel Paese. Come molti Italiani ho un rapporto di amore e odio con la mia penisola. Troppe cose sul piano socio-culturale e politico non mi vanno giù poichè rovinano l’armonia, la bellezza delle persone e dei luoghi che ne fanno parte. Ad un certo punto della mia vita, nel lontano 2008, presi la decisione di trasferirmi a Londra, come oggi tanti giovani hanno già fatto o stanno facendo. Vivere all’estero mi ha portato a riorganizzare le mie priorità e a fare chiarezza sui miei sogni e desideri. Ecco come è iniziato questo nuovo stile di vita che ho creato per me stesso, facendo nascere un progetto a cui ho dato il nome di “The Journey Of Dreams”. Per i meno anglofoni mi riferisco ad esso anche come “Il Viaggio Dei Sogni”, che mi sta portando a realizzare uno dei miei più grandi sogni cioè quello di fare il giro del mondo o meglio di poterlo conoscere più che semplicemente girarlo. Questo nome deriva non solo dal fatto che questo che sto vivendo è finalmente un sogno che si avvera ma anche dal fatto che è la culla per la realizzazione di tanti piccoli progetti, sogni e desideri che non sono soltanto i miei. Dunque, prima ancora di lasciare le terre di Albione ho cominciato a chiedermi da dove avrei potuto cominciare “la conquista del mondo” e subito mi sono venute in mente le grandi mete degli esploratori come l’Australia, le America, l’India perché no l’Africa o la tanto di moda Asia.. ma poi mi son detto che tanto prima o poi capiterò dappertutto e quindi mi sono chiesto quale fosse un posto al mondo che davvero volevo conoscere bene e che mi fosse davvero vicino al cuore. La risposta era semplice, casa mia, l’Italia.

Terrarossa, Cinqueterre

Non appena pronunciato il suo nome un fuoco di passione mi attraversò le vene. Mi sono detto che se davvero volevo conoscere il mondo avrei prima dovuto conoscere le mie origini, conoscere bene chi sono, da dove vengo e quali sono i segni distintivi della mia cultura. Se davvero volevo essere un esploratore allora avrei dovuto essere un ambasciatore dell’Italia nel mondo. Avrei dovuto portare con me il mio paese in giro per il mondo sia per non sentirmi lontano che per farne regalo alle persone che avrei conosciuto lungo la strada. Quante volte viaggiando, vi è capitato di incontrare persone da tutto il mondo le quali appena scoprono che voi siete Italiani cominciano a raccontarvi del loro ultimo viaggio nelle nostre terre e di quanto fossero estasiati dalla bellezza e dai gusti del nostro popolo e territorio? E quante di queste volte vi siete resi conto che voi stessi conoscete solo una piccola porzione della nazione di cui fate parte? Ma soprattutto quante volte avete storto il naso a sentir nominare i nomi di alcune capitali del sud nonostante magari non vi abbiate mai fatto visita, o quante volte vi è scappato di fare commenti poco eleganti riferendovi agli abitanti delle regioni del nord dove la lingua più parlata è il tedesco e non l’italiano? Ecco a me questo è capitato molte volte e mi sono reso conto che era ora di farla finita. Mi era già successo con Londra di aver avuto questo rapporto conflittuale a cui finalmente avevo trovato il rimedio e quindi mi son convinto che se c’ero riuscito una volta ci sarei potuto riuscire una seconda.

Premilcuore - Romagna

Così il primo dei mille futuri progetti de “Il Viaggio Dei Sogni” ha avuto origine nella forma de “Il Giro d’Italia in 100 giorni su una Harley”. L’idea è molto semplice: percorrere via terra, in sella alla mia Liberty col vento sulla faccia e l’asfalto sotto alle ruote, tutto il territorio Italiano regione per regione (venti in tutto per chi non avesse fatto attenzione durante lelezioni di geografia), per respirare i profumi e ascoltare i suoni della nostra terra, scoprire come la Calabria si abbraccia alla Basilicata, come la Puglia si tuffa nel Mare, come l’Umbria si sposa con le Marche o come la Valle d’Aosta s’incontra con il Piemonte; vedere le differenze sfumare, mischiarsi e cambiare, i sapori mescolarsi e i dialetti evolversi in lingue diverse. L’obbiettivo è di trovare la continuità che mi permetta di svelare a me e agli altri come l’Italia si unisce nei suoi confini e mostrare ai miei concittadini che siamo un unico popolo i cui veri confini sono i preconcetti e idee sbagliate, dove invece le differenze sono fonte di curiosità ed unione invece che motivo di separazione. È arrivato il momento di rinnamorarsi dell’Italia, mi sono detto.

Sardegna

(continua)

© 2015 Marco Massari Calderone – The Journey Of Dreams