Milano in questi giorni è come un formicaio, ricca e piena di eventi e di persone che la percorrono in lungo e in largo. Molti si avventurano sino alla cintura nord-ovest per arrivare a Rho, dove ha sede l’Expo 2015.
Milano fu già sede di un’Esposizione Internazionale nel 1906, chiamata anche Esposizione internazionale del Sempione che aveva come tema i trasporti. L’area interessata dalle nuove costruzioni, era la grande area alle spalle del Castello Sforzesco, quello che ora occupa il Parco Sempione e un lotto in Piazza delle Armi, dove ora sorge la Fiera Milano; una linea ferroviaria sopraelevata permetteva il collegamento ai visitatori. Furono costruiti 225 edifici con una spesa di 13 milioni di lire dell’epoca. Il lascito di questo evento è l’acquario civico, unica costruzione dell’epoca ancora esistente. Anche il Parco Sempione porta però una piccola eredità, il nome. Il manifesto simbolo dell’esposizione del 1906 fu l’apertura del traforo transalpino del Sempione, che permise il collegamento ferroviario diretto tra Milano e Parigi, da qui il nome del parco.

L’esposizione fu aperta tra aprile e novembre e un grosso incendio scoppiato il 3 agosto danneggiò la galleria d’Arte decorativa italiana e ungherese, in particolare andò distrutto il Padiglione Architettura che fu ricostruito nel giro di soli 40 giorni e nuovamente inaugurato alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
I Paesi partecipanti furono Austria-Ungheria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Russia, Spagna, Svizzera, Canada, Cina, Egitto, Giappone, Messico e Stati Uniti. Tra i padiglioni più ammirati ci fu il cosiddetto Parco Aerostatico dove erano in mostra diverse tipologie di palloni aerostatici.
Oltre ai padiglioni tematici furono attivi diversi chioschi, bar e ristoranti: l’Egitto forniva un ristorante tipico con un cammello che stazionava all’entrata e il padiglione cinese, offriva all’interno del padiglione stesso una selezione di prodotti locali.

Ci siamo chiesti che aspetto avesse la città a quell’epoca…

(Fotografie storiche originali dell’epoca)