Qualche anno fa Sofia e Matteo decidono di sperimentare un viaggio a piedi. Lungo un sentiero scozzese si avvicinano al trekking, solo poche tappe per provare a capire un po’ meglio come reagiranno. Basterà questo ad aprire un modo nuovo di affrontare il viaggio, a rendersi conto che non possono più farne a meno. Così, a distanza di un anno, tornano per riprendere il cammino.

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NBM: Prima di affrontare questo trekking scozzese che esperienze avevate fatto?

Matteo: A livello di grandi cammini nessuno. Io sono un appassionato di montagna, passione trasmessami da mio padre e quindi con lui quando ero un po’ più piccolo andavo sempre in montagna a fare trekking. Poi nel 2013 ho provato a chiedere alla mia ragazza Sofia di affrontare una vacanza “alternativa” e abbiamo deciso di provare a fare le ultime 4 tappe della West Highland Way.

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NBM: Dopo aver provato il WHW nel 2013, perché avete sentito il bisogno di tornare nuovamente?

Matteo: Come ho detto prima, nel 2013 abbiamo percorso solamente le ultime 4 tappe della WHW, in quanto non esperti di grandi cammini e sopratutto perchè Sofia  non aveva mai affrontato questi tipi di cammini e quindi non sapevamo fino a dove potevamo spingerci fisicamente ma soprattutto mentalmente. L’anno dopo abbiamo deciso di percorrerla tutta, in primis perchè la Scozia ci è entrata veramente nel cuore sia come paese sia per le persone sempre disponibili e gentili, ma fondamentalmente perchè io sono un tipo a cui non piace molto lasciare le cose a metà e quindi sentivo dentro il desiderio di percorrerla tutta, e così anche per Sofia. Quindi ci siamo impegnati sia a livello organizzativo sia a livello fisico. Abbiamo cominciato ad allenarci quasi quotidianamente con passeggiate sempre più lunghe e impegnative per godere al massimo di questa fantastica esperienza.

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NBM: Qual è stata la cosa più difficile da affrontare?

Matteo: Sicuramente il tempo non ci ha aiutato psicologicamente, perchè su 11 giorni di cammino abbiamo avuto il sole solamente i primi due giorni poi è stato un continuo prendere acqua e vento. E questi due elementi insieme ti mettono veramente a dura prova. Poi ci sono stati i piccoli inconvenienti che accadono normalmente affrontando queste cose: dalle vesciche a i piedi, alla febbre (quella solo io, per un paio di giorni e fortunatamente in quei due giorni mi ha tirato la Sofia sennò forse sarei ancora là!).

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NBM: Quale invece la cosa più facile? E il momento più inaspettato?

Matteo: Se dicessi che ci sono stati momenti facili sarei un bugiardo, diciamo che ci sono stati momenti più belli dove nonostante le avversità del terreno e del tempo eravamo comunque felici di essere li a fare quella cosa perchè in fondo noi amiamo proprio fare questo e soprattutto perchè , come dicevo, ormai amiamo follemente la Scozia.

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NBM: Che tipo di rapporto si instaura con gli altri viaggiatori? C’è molta gente sul sentiero? In genere che tipi sono?

Matteo: Il rapporto che instauri è più un rapposto di condivisione di momenti e aneddoti sul percorso. Principalmente ci vedevamo la mattina tutti a colazione poi partivamo in momenti diversi e difficilmente ci incontravamo durante il percorso. Ci ritrovavamo soprattutto la sera, alla fine della tappa, tutti nel solito posto (anche perchè per la maggior parte delle tappe, soprattutto nelle ultime, c’è un unico posto dove ripararsi, mangiare e dormire). Persone durante il percorso, quindi, è difficile trovarle; a parte una o due tappe che sono vicine a centri turistici e quindi incontri le persone che fanno magari un’uscita giornaliera. Il genere di persone che si incontra è molto vario, come età si và da persone come noi, quindi 20-25 anni, fino anche a persone di 60-70 anni (che vanno quasi meglio di noi!). La cosa che abbiamo notato è che non ci sono italiani. Io penso che il motivo sia anche il fatto che non sia molto pubblicizzato qui da noi e infatti non esisteva un sito internet dove reperire informazioni a riguardo in italiano. Ed è per questo che ho creato www.westhighlandway.jimdo.com in modo che anche gli italiani che magari non hanno dimestichezza con l’inglese e non sanno come fare, possano trovare tutto quello che serve per organizzare il viaggio nel modo migliore.

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NBM: Il posto più bello che avete visto e che consigliate assolutamente? E un lato negativo l’avete trovato? Il tempo è stato clemente?

Matteo: Il posto più bello per me sono assolutamente le ultime 3 tappe, dove sei immerso nelle Highland Scozzesi e sei accompagnato solamente dal rumore del vento o dalla pioggia sul K-Way mentre per Sofia è Kinlochleven che è l’arrivo della 10° tappa perchè è un’esplosione di bellezza in termini di natura. Paesino circondato da montagne, laghi e foreste fittissime delle Hihland Scozzesi e gli immancabili prati verdissimi.

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NBM: Dopo questa esperienza scozzese avete altri progetti? Quali?

Matteo: Quest’anno abbiamo percorso le colline del Cotswold in Inghilterra ma niente a che vedere con la bellezza della WHW. I progetti sono sicuramente tantissimi, dal cammino di Santiago, alla via francigena, e per Sofia provarne qualcuno sul mare, ed io personalmente qualcosa nei paesi nordici come Norvegia, Finlandia ecc. e magari, perchè no, anche a Capo nord.

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NBM: Cosa ci si porta a casa dopo un’esperienza di questo tipo?

Matteo: Sicuramente un bagaglio enorme di esperienza e di conoscenza di un paese stupendo. Sono esperienze che vanno fatte perchè aiutano tantissimo anche a crescere. Mentre Sofia si porta a casa delle sensazioni fantastiche, come la gentilezza e la disponibilità delle persone, le piogge infinite e poi un attimo dopo il calore del sole, mangiare un piatto di pasta fatto in riva a un fiume o in mezzo ad un prato, ma soprattutto ha scoperto di avere una forza fisica e psicologica che non aveva mai pensato di avere.

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Matteo: classe 1989, amante dei viaggi e dell’esplorazione. “Amo viaggiare in tutto il mondo e grazie alla mia passione/professione di fotografo giro il mondo in cerca di nuove avventure e nuovi punti di vista”. Ha girato parecchio visitando paesi come: Scozia, Italia, India, Stati Uniti,Spagna. Appassionato di montagne, passione trasmessa dal padre che lo ha sempre portato a vederle come un rifugio sicuro dove potersi “riparare” da tutto e da tutti.

Sofia: classe 1993, studentessa modello, amante del mare. “Non sono mai stata amante degli sport o del movimento in generale, ma da quando ho percorso per la prima volta la West Highland Way tutto é cambiato. Camminare da allora è la mia più grande passione, principalmente perché visitare i paesi a piedi ti permette di ammirarne l’intera bellezza, ti consente di crescere sotto tutti i punti di vista e ti permette di mantenere una buona forma fisica.”

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