Tempo fa siamo capitati in uno strano posto al confine tra Olanda e Belgio. Un posto dove ad ogni passo, praticamente, si può cambiare stato. Siamo a Baarle-Hertog un comune belga al cui interno si trovano 22 exclave olandesi. In alcune abitazioni è possibile avere il soggiorno in Olanda a la cucina in Belgio! Per contro ci sono paesi i cui confini sono talmente labili che si possono quasi considerare inesistenti. L’Atlante dei Paesi che non Esistono cerca di raccoglierne alcuni (50, ma ce ne sarebbero di più) e raccontare le loro storie.

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Paesi autoproclamati su una piattaforma, come nel caso della famosa Sealand o Paesi che sono durati un giorno – dal 15 al 16 marzo del 1939 – come la Rutenia. Paesi con una lunga storia come l’Isola di Man, come Taiwan o come Cipro del Nord e la Groenlandia. Ci sono Paesi dentro grandi Paesi, come la Nazione Indiana Dinetah o Lakota. Paesi che sono durati 10 anni dal 1947 al 1958 come il Belucistan, tra India e Pakistan, Paesi letteralmente proprietà di una famiglia, le Isole Cocos, che ad un certo punto sono state vendute ad un Governo sovrano come l’Australia.

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Le Isole Ryuku che vorrebbero l’indipendenza dal Giappone, Minerva – un atollo semisommerso – che è rimasto indipendente dal gennaio al giugno 1972, prima di tornare sotto il controllo di Tonga, Vemerana che ha subito una sorte simile, restando indipendente dal maggio al settembre del 1980. Le storie sono tante e tutte interessanti. Un atlante bello come lo era stato quello delle Isole Remote.

“Atlante dei Paesi che non Esistono” di Nick Middleton, Rizzoli.