Uno dei miei sogni è quello di attraversare l’Africa in moto, longitudinalmente dal Cairo a Cape Town. Da alcuni anni sto cercando di organizzare tale overland ma le complicazioni sono sempre in agguato. I traghetti per l’Egitto sono stati sospesi, la Libia non è transitabile, in Egitto ed in certe zone del Sudan non ci sono le sufficienti condizioni di sicurezza. Anche per quest’anno sono stato costretto ad abbandonare l’idea. Con il mio amico Davide abbiamo pensato ad una valida alternativa, destinazione America Latina, magari sulle orme di Che Guevara che dall’Argentina in sella alla mitica Poderosa tentò di attraversare tutto il continente fino al Venezuela. Inizia dunque la ricerca di informazioni e opportunità  via internet, lo studio dell’itinerario, i contatti per  la spedizione della moto, la pesante burocrazia fatta di carnet de passage, permessi vari e patente internazionale.

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Nel navigare in internet mi imbatto in una Onlus denominate MotoForPeace intenta ad organizzare un viaggio incredibile a fine benefici, da Panama City a New York, 13.000 chilometri di avventura. Partenza il 13 marzo e  due mesi di viaggio attraverso Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Belize, Messico, Stati Uniti e Canada.  Anche un viaggio simile rientra nella categoria dei sogni. Contiene  tutti i requisiti, le caratteristiche ed i valori in cui credo. Viaggio infatti da quasi trenta anni a vario titolo e vado matto per gli overland, le grandi traversate continentali con qualsiasi tipo di mezzo. Sono tornato dall’India a bordo di una mitica Enfield Bullet 350, sono tornato dal Pakistan con i mezzi locali, ho fatto la Silk Road Race con una vecchia Ford Escort, sono andato in moto in Sierra Leone e tante altre scorribande.  Il viaggiare è  un punto imprescindibile della mia vita, ho fatto le principali scelte personali in funzione del viaggio.

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La moto è la mia passione, il vento in faccia e nei capelli (quando li avevo) mi fanno sentire vivo; viaggiando in moto sei dentro il paesaggio, sei in balia degli elementi, in diretto contatto con l’ambiente e quando ti fermi con le persone.

Terzo ma non ultimo l’aspetto umanitario. Ho fatto vari viaggi solidali, con scopi benefici e di volontariato. Ho un Master in diritti umani e azioni umanitarie e ne sono molto orgoglioso.

Ma torniamo a noi, mi imbatto in questa onlus che propone il “viaggio perfetto”, una grande traversata in moto per fini benefici. Incomincio  a sognare ad occhi aperti. Nel sito leggo che ci sono ancora due posti liberi come motociclisti ma sono necessari requisiti particolari. Mi accorgo che tutti i componenti del team sono appartenenti alle forze dell’ordine, poliziotti e carabinieri.

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Decisamente requisiti fuori target, ma mai arrendersi. Invio una mail di presentazione alla quale allego il mio curriculum. Vengo presto contattato dal vicepresidente Richard, scambi di e-mail e varie telefonate. Poi la palla passa al presidente, Bernardo Lepore, che infine mi propone un incontro a Roma.

Parto senza indugi. O meglio, qualche dubbio c’è. Cosa penserà  dei miei orecchini, del mio pizzetto, del mio abbigliamento da no global? Al limite potrei essere il Serpico della situazione, un infiltrato della squadra antidroga. Scherzi a parte. Decido di essere me stesso e il pranzo con Bernardo è molto piacevole e proficuo. Ci lasciamo col sorriso sulla bocca, farà alcuni controlli su di me e se non ho precedenti penali farò parte della missione.

Il giorno successivo arriva la conferma. Sono troppo contento, una nuova mitica avventura si profila all’orizzonte. Iniziano subito tutti i preparativi: un super tagliando al mio BMW 110 GS, la patente internazionale, le vaccinazioni, un minimo di  preparazione fisica.

Nel team ognuno ha il proprio compito, c’è il cuoco, il fotografo, il meccanico, l’operatore video.  A  me  viene affidata la gestione della parte turistica della missione:  studiare cioè  le potenziali escursioni turistiche e le visite nelle città dove soggiorneremo. Mi prodigo nel reperire tutto il materiale cartaceo ed elettronico dei nove paesi che attraverseremo, un grande lavoro ed una grande responsabilità.

L’11 novembre il team incontra Papa Francesco in occasione dell’udienza generale in Vaticano; io  sono in India e non posso partecipare.

Dopo l’incontro con il Santo Padre  un fatto drammatico ha sconvolto la serenità del gruppo: Richard è coinvolto in un incidente stradale molto grave. Un’autovettura che sorpassava contromano lo  centra in pieno provocandogli un violentissimo trauma.  La gamba sinistra è in condizioni molto serie.  Subirà trapianti, trasfusioni e la strada per la guarigione  sarà molto lunga. Tanti auguri Richard!

Le settimane trascorrono veloci e arriva il giorno della spedizione;  le moto caricate in container raggiungeranno Panama via mare. Dopo un inverno senza pioggia diluvia per 4 ore durante il mio  trasferimento in moto da Forlì a Roma; il viaggio è già iniziato!!!  Arrivo fradicio a destinazione e finalmente conosco una buona parte dei futuri compagni di viaggio. Montiamo i bauletti e attacchiamo gli adesivi; gli ultimi ritocchi meccanici ed in fila indiana partiamo alla volta di  Cerveteri dove è ubicata la sede operativa del nostro spedizioniere.

12 moto, due furgoni e tanta passione. Sul posto troviamo i container già posizionati con i portelloni aperti  ma la banchina ha una altezza diversa rispetto all’ingresso nei container e questo è senza dubbio un problema da risolvere.

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Iniziamo a caricare le moto, la prima BMW proviamo a legarla  sul cavalletto centrale,  poi Marco preferisce spostarla su quello laterale. Sicuramente la scelta migliore.

Una dopo l’altra sistemiamo le 12 moto e nel frattempo riusciamo a reperire delle rampe per far entrare i Daily  nell’altro container. Stefano con la sua officina viaggiante prepara i due furgoni per l’ingresso, operazione molto delicata. Vengono quindi smontate le ruote e montati dei cerchi nudi al fine di abbassare l’altezza. Con molta perizia i mezzi riescono a passare, missione compiuta.

È notte quando usciamo sollevati dall’area di imbarco, una cosa in meno da fare ed un passo in più verso Panama e verso l’inizio del nostro viaggio. La prossima volta che ci vedremo sarà in aeroporto. Ci siamo quasi!

Ma cosa è MotoForPeace?

E’ un’associazione Onlus costituita da appartenenti al Corpo della Polizia Italiana di Stato e dal 2009 anche dai Carabinieri, che si prefigge l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle svariate culture del mondo per fare in modo che sempre di più i popoli della terra possano, conoscendosi, vivere in pace e armonia.

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L’associazione proprio in tale ottica  partecipa  alla realizzazione di progetti di sviluppo, attraverso la sensibilizzazione della società civile e la raccolta di fondi necessari alla realizzazioni di questi programmi.

MotoForPeace dal 2002 organizza nel mondo delle spedizioni motociclistiche con finalità umanitarie: dopo il continente Europeo (Capo Nord – Giubileo 2000; Kosovo – Pasqua 2001) quello Asiatico (Roma – Pechino – 2002; Sabra e Chatila – 2006; Crossing China 2011; Syrian Sirens from MotoForPeace 2012; MotoForPeace in supporto of the doctors of Nepal 2014) quello Africano (Un ponte per l’Africa- 2004; Africa nel Cuore – 2009; Africa Sedicimila 2010, da Tunisi a Città del Capo) e quello Americano (“Sudamericando”- 2007, dal Venezuela alla Patagonia).

Quest’anno MotoforPeace ha scelto di promuovere la propria solidarietà e il proprio sostegno ancora una volta in Sud America e precisamene in Bolivia ed Honduras.

Gli scopi della missione 2016 saranno i seguenti:

  • Completamento di un orfanatrofio in Santa Cruz (Bolivia);
  • Sostenere ed equipaggiare 5 centri medici nella provincia di Tegucigalpa – Honduras, fornendo medicinali per un anno.

Per ulteriori informazioni e per seguire il diario di bordo del viaggio: http://www.motoforpeace.it/

E naturalmente ascoltate radio MotoForPeace, un gioiello creato dal grande Richard Celona.

Riccardo Prati, professione viaggiatore e cittadino del mondo. Un Master in Diritti umani e azione umanitaria. Si occupa di tematiche legate alla pace e alla nonviolenza, ha viaggiato in oltre 100 paesi ed ama i grandi overland che ha percorso in moto, auto e mezzi locali. Per info potete scrivere a riccardoprati@libero.it

La foto in copertina è di vosta pubblicata su licenza CC.