Esattamente, dove sono stata fino ad adesso, me lo sono chiesta anche io, quando ho aperto WordPress e ho cliccato crea nuovo post. Era moltissimo tempo che non mettevo piede qui dentro. I motivi sono tanti, ma non sono abbastanza importanti per chi viene qui per leggere di viaggi. E di viaggi volevo tornare a raccontare, poco alla volta, mentre preparo il prossimo giro di valigie.

Se il 2015 è stato un anno senza parole, non è stato senza viaggi.

Sono stati viaggi diversi gli uni dagli altri, alcuni caldi, soffocanti, alcuni esotici, alcuni gelidi, altri ancora frenetici e sfiancanti. Alcuni con l’unico desiderio di tornare a casa, quasi tutti con la consapevolezza di non aver trovato casa nemmeno del 2015. Sono stati viaggi alla scoperta di un’Italia che non conoscevo, viaggi di esplorazione di equilibri, persone e relazioni, viaggi pianificati o improvvisati. Ognuno mi ha lasciato qualcosa, piccoli pezzi di nuove consapevolezze. E, ovviamente, qualche suggerimento per i vostri, di viaggi.

SAN FRANCISCO, gennaio 2015, giugno 2015, gennaio 2016

San Francisco è una città che assomiglia, dall’alto delle sue colline che corrono dritte verso l’oceano, alla sorella maggiore di Auckland. Come Auckland, è difficile da inquadrare: ti scivola via tra le dita a ogni discesa, e ogni volta che pensi di averla inquadrata, c’è una salita a fartela ripensare da capo. Tre giri in città non sono bastati, per avere un’idea chiara di cosa sia, San Francisco. Ma, più di ogni altra città che ho visitato, mi è sembrata vivere di parole. Scritte ovunque: sui muri, per strada, a terra e ai pali. Tra le pareti di 826 Valencia – un laboratorio di scrittura per bambini nascosto in un negozio di accessori per pirati – e negli scaffali della Prelinger Library, fino ai murales della Mission.

Da leggereInfinite City di Rebecca Solnit
Da fare: un salto a 826 Valencia o un giro tra le librerie più belle della città
Da vedere: il documentario San Francisco 2.0
Dove stare: San Francisco è una città cara e gli hotel non sono sempre all’altezza del loro prezzo. Anche Airbnb costa. Se volete rassegnarvi a pagare qualcosa in più per un posto carino, c’è il Triton Hotel.

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ISLANDA, maggio 2015

Visitare l’Islanda a inizio maggio vuol dire visitare l’Islanda in inverno. Pro: il bianco accecante che invade e trasforma tutto, i paesaggi congelati, immobili, la quasi totale assenza di altri esseri umani. Contro: un freddo porco. L’Islanda è stata tante cose: 5 donne, 1 macchina, 8 giorni, oltre 2000 chilometri. L’Islanda è stata troppo. La prova che un viaggio vissuto così intensamente è un viaggio che, sotto la pelle, lascia poco. Avrei voluto passare ancora più tempo tra i fiordi dell’Ovest, sarei rimasta volentieri ancora un po’ ad Akureyri.

Da leggere: I nostri 12 consigli letterari sull’Islanda
Da fare: una nuotata nella piscina all’aperto di Hofsos
Da vedere: Noi Albinoi?
Dove stare: Se passate per Akureyri, assolutamente qui.

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PARIGI, aprile e ottobre 2015

Parigi non è neanche più un viaggio. Parigi è Kim, è andare a trovare una persona con cui ho condiviso una casa e un pezzo di vita in Lussemburgo.

Da leggere: Il blog En Mode Bonheur.
Da fare: Un giro in barca al parco Bois de Vincennes, un pranzo da Maison Plisson, una nuotata serale con colonna sonora inclusa alla Piscine Pontoise
Da vedere: Una mostra al Palais de Tokyo, un film al Cinema Etoile Pagode.

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PUGLIA + BASILICATA, luglio 2015

La Puglia è tanto rumorosa quanto la Basilicata è silenziosa. La Puglia è tanto affollata quanto la Basilicata è deserta. Insomma, 10 giorni al confine di queste due regioni mi hanno lasciata ancora più innamorata dei paesaggi lucani, con alcune splendide eccezioni (su tutte il mare di Castro).

Da leggere: Cristo si è fermato a Eboli (davvero, davvero, davvero)
Da fare: Nuotare, nuotare, nuotare
Da vedere: Il paese abbandonato di Craco, con visita guidata, possibilmente al tramonto.

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LUSSEMBURGO, luglio 2015

Dice: “Ma perché torni così spesso in Lussemburgo”? Dico: “C’ho gli amici che vivono lì”. Però, insomma, il Lussemburgo è un bel posto, dico davvero. Provate a fare un giro in kayak sul lago della Haute-Sure, o un giro in bici, o una corsa in città.

Da leggere: i nostri articoli per scoprire il Lussemburgo.
Da fare: Un giro in kayak sul lago della Haute-Sure, una camminata nella Petite Suisse.
Da degustare: Un calice di vino da Vins Fins.

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TOSCANA, ottobre 2015

E poi, a ottobre, sono tornata in Toscana. Accolta, come sempre, da Piero e dalla sua Casa sul sentiero che, ogni ottobre, diventa anche la mia casa. In Toscana ci sono stata per l’Eroica, ma è sempre una scusa per tornare in “altre” case che mi hanno fatta sentire a casa.

Da fare: Un giro in bici sulle strade bianche dell’Eroica
Da vedere: Il castello di Brolio
Dove stare: Dai nostri amici, Piero & Paola, a La casa sul sentiero

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ANVERSA, ottobre 2015

Anche Anversa è un luogo in cui continuo a tornare, un po’ per il suo fascino nordico, un po’ perché mi fa sentire facilmente a casa. Questa volta ci siamo andate per festeggiare il mio compleanno. E, festeggiamento dentro il festeggiamento, di domenica mattina presto mi sono svegliata e sono andata a correre, da sola, sul lungo fiume. Il resto del tempo l’abbiamo passato mangiando e chiacchierando, fino all’ultimo minuto, prima di salutarci con uno scenografico arrivederci in una delle stazioni ferroviarie più belle d’Europa.

Da fare: Mangiare un ottimo piatto di pesce da Fiskebar
Da vedere: Il FOMU, (bel) museo di fotografia

(La foto in copertina è di Michael Hirsch)