I genitori di Chris: un incontro, a Milano

Incontriamo Walt, Billie e la loro “guardia del corpo” Padre Elio alla stazione centrale di Milano. Passeranno con noi il weekend e noi, mentre aspettiamo il loro treno da Venezia, siamo nervosissimi. Alla fine, però, i genitori di Chris sono una classica coppia di genitori: quasi settantenni, arrivano con bagaglio a mano, cappello da baseball in testa e sguardo un po’ smarrito di fronte a una stazione caotica e a persone che non hanno mai visto prima, se non via skype.

Se Billie, la mamma di Chris – e anche la più estroversa ed energica della coppia – sembra a suo agio e inizia subito a scherzare con Maura, Walt rimane inizialmente più in disparte, più silenzioso, misurando parole, scegliendo argomenti, studiando attentamente queste persone spuntate dal nulla e pronte a farsi carico di un pezzo della storia di loro figlio.

Solo dopo qualche ora Walt si rilassa, lasciando trapelare l’immagine di un uomo contemporaneamente provato dalla storia del figlio, determinato a raccontarla, aperto ad accogliere le centinaia di email che riceve da ogni angolo del mondo e, soprattutto, disposto a investire parte del suo tempo e delle sue energie in un progetto come il nostro. Ordiniamo da mangiare e ci raccogliamo attorno al tavolo per ascoltarlo parlare del film, del rapporto con Jon Krakauer, dei pazzi che gli scrivono o di chi va al Bus 142 per portarsi a casa un pezzo di Chris.

Li passiamo così, i nostri due giorni assieme: parlando dei più diversi argomenti, confrontandoci su politica, religione, viaggi, con la figura di Chris come presenza costante vicino a noi. Non se lo aspettavano, che l’avventura di loro figlio catalizzasse così tanta attenzione in persone così diverse. Il motivo non lo sanno spiegare, per questo chiedono perché siamo così legati alla storia di Chris, per questo per noi è così importante spiegarglielo.

Salutarli al binario del treno che li riporta a Venezia è strano: siamo piombati nelle loro vite qualche mese fa e loro, nelle nostre, in due giorni qualunque di ottobre. A legarci c’è un figlio che loro hanno perso e che noi non abbiamo mai conosciuto. Continuo a chiedermi come possano tollerare il desiderio altrui di condividere o, perfino, impossessarsi di frammenti di Chris. Forse loro si chiederanno la stessa cosa: che diavolo vogliamo dalla storia di loro figlio. Forse no. Forse no, visto il lungo abbraccio che ci diamo e la promessa che gli facciamo di andare a trovarli in America.

Walt e Billie salgono sul treno insieme a Padre Elio, noi voltiamo le spalle ai binari e torniamo alle nostre vite. Che sia la felicità, a essere condivisa, o il dolore per la perdita di qualcuno, o piccoli sogni come la pubblicazione in italiano di questo libro, la chiave, aveva ragione Christopher McCandless, è sempre la condivisione.